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Se questi sono sport e normalità…Tentativi di ripartenza. Ma l’ombra del virus aleggia ancora sulla Fiorentina. Comunque vada sarà tutto falsato

Tentativi di ripartenza in casa viola. Ma l’ombra del virus continua a rimanere stabile sulla Fiorentina. Il campionato, anche se dovesse ripartire, sarà comunque falsato

SPORT E NORMALITA’. I goffi tentativi di far passare l’eventuale ripartenza dei campionati e del calcio come una funzione sociale che possa permettere alla gente di distogliere l’attenzione dai problemi della vita reale, finalmente, è terminato.

Nonostante qualcuno ancora provi a buttare nel calderone questi concetti, il fatto che si tratti di una questione di business ed economica ormai è acclarato. E lo è da tempo. Mentre i comuni mortali continuano a dover sottostare a regole e restrizioni, il calcio sta provando a ripartire.

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Troppi milioni di euro in ballo, troppe complicanze seguirebbero ad una non ripartenza. Intanto, pronti via, subito raffica di positività tra i calciatori. Con la Fiorentina, purtroppo, primatista assieme alla Sampdoria in una classifica che mai avremmo voluto fare.

“La priorità è la tutela della salute”, continuano a dire le istituzioni politiche. Quelle dello sport anche, ma per loro la vera priorità è far ripartire il carrozzone. Capita così che sport e normalità vadano a scontrarsi con immagini che parlano da sole.

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BenassiE siamo ancora a maggio. A giugno e luglio, con le temperature che si alzeranno ancora, chissà come potranno fare attività sportiva i calciatori. Categoria di privilegiati, vero, vista la possibilità di sottoporsi a test e tamponi a raffica,  (e addirittura in numero inferiore rispetto a quelli che le istituzioni del pallone chiedeva) ma comunque una categoria di lavoratori che alle casse dello stato porta quasi un miliardo di euro, e che di soldi con indotto e altro ne muove un’altra caterva.

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TENTATIVI DI RIPARTENZA. La Fiorentina dal canto suo si attiene alle disposizioni. Non può fare altro. Ma anche in caso di ripartenza del campionato tutto sarà comunque falsato. Non si conoscono, infatti, ancora le conseguenze mediche per chi il virus lo ha contratto.

Al momento esistono solo ipotesi e pericoli scongiurabili. E ok la risoluzione del problema della responsabilità legale in caso di complicanze o nuove infezioni, ma come possa essere sereno e poter giocare con concentrazione un calciatore che non sa a quali conseguenze mediche può andare incontro non si sa.

Per non parlare del rischio infortuni che sarà altissimo, e per il tour de force che ci sarebbe, e perchè successivo a tante settimane di quasi inattività. POSITIVI. E poi ci sono ancora dei positivi, con tutte le precauzioni del caso ancora da dover essere prese.

Vada per l’isolamento del singolo, sempre che non sia entrato in contatto con altri membri di staff e rosa, ma una squadra falcidiata dalle positività come può scendere in campo in modo normale? Ok le panchine lunghe, ma insomma…Fossero stati positivi, ad oggi, al tempo stesso Cristiano Ronaldo, Dybala e Higuain nella Juventus?

O Immobile, Milinkovic e Luis Alberto nella Lazio? Il peso specifico di un singolo positivo, anche in un mondo che già, come lo è il calcio, evidenzia come ci siano persone di Serie A e altre di Serie B, a sua volte è contraddistinto da positività più pesanti ed altre meno.

ALTRI SPORT. D’altronde, sarebbe stato logico seguire quello che hanno fatto Basket e Volley, sospendendo tutto, perché laddove c’è contatto c’è rischio. Ed è molto difficile mettere tutto un settore sotto una teca di cristallo per farlo restare immune a contatti col mondo esterno.

Ma il calcio è il calcio. E’ business. Poco male se gli spalti staranno ancora a lungo vuoti, e la gente mentre si gioca un match scudetto dovrà ancora partecipare a funerali in streaming perché impossibilitato a poter dare un ultimo saluto ad un proprio caro.

Va bene così, ma per lo meno lo si dica anziché tirare in ballo temi come passione, o campagne come il ‘calcio è della gente’. Non cambierebbe niente, forse, e tutti saremmo comunque, chi più chi meno, interessati a quel pallone che rotola.

Ma almeno saremmo tutti più onesti.

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