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Solomon verso il rientro. Dribbling riusciti, tiri e tanto coraggio. Arma preziosa per Vanoli

Il rientro di Solomon si avvicina. Ottimi i suoi numeri, arma preziosa per il finale di stagione della Fiorentina

Si avvicina sempre più il rientro di Manor Solomon. L'ex Tottenham e Villarreal, fermo dalla gara col Jagiellonia, inizia a vedere il ritorno in campo sempre più vicino. Se la tabella di marcia prevista non subirà intoppi, l'israeliano sarà già a disposizione per la cruciale sfida di Verona post sosta.

Per quanto in sua assenza la Fiorentina non abbia fatto male, anzi, vincendo con la Cremonese, due volte col Rakow, pareggiando con Parma e Inter (solo con l'Udinese è arrivato un ko), il suo rientro sarà cruciale per la causa gigliata. Basta dare un occhio ai numeri.

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PASSAGGI CHIAVE E DRIBBLING. Non considerando alcuni giocatori che hanno messo a referto solamente una manciata di minuti (Sabiri e Lamptey su tutti), Solomon è in scia di Fagioli per ‘passaggi chiave a partita’. Giusto per dare dei riferimenti, la media è quasi doppia rispetto al rendimento di Gudmundsson. 

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Il dato sui dribbling riusciti per novanta minuti è doppio rispetto a quello degli altri, giusto per rimarcare quanto il suo contributo nel creare superiorità numerica saltando l’uomo possa essere una preziosa arma per la Fiorentina.

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Quello sui dribbling riusciti totali, che ovviamente è influenzato dal minutaggio inferiore rispetto agli altri, pone Solomon a quota 18, stesso numero di Gudmundsson, raggiunto in una manciata di partite. 

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Solomon ha già segnato lo stesso numero di reti in questa Serie A dell’islandese su azione (2), e ha dimostrato di essere subito potenzialmente decisivo: dal pallone messo nel mezzo in occasione del gol di Kean con la Cremonese al bel pallone per il rigore conquistato da Gudmundsson a Roma con la Lazio. 

LA GIOCATA. Coraggio, sì. Solomon ne ha mostrato tanto fin dal primo minuto in cui è sceso in campo con la maglia della Fiorentina. Che fosse nel tentare un dribbling o nel tirare da fuori area, il gol col Toro ne è l’esempio lampante. Tentare la giocata, insomma. Aspetto su cui troppo spesso Gudmundsson è mancato (al netto del tiro da cui nasce il gol di Ndour con l’Inter e la rete di Cremona). Solomon c’è, o meglio a breve ci sarà. E anche in ottica Conference, col Crystal Palace all’orizzonte, è un motivo in più per sperare. 


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