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Siemieniec (all. Jagiellonia): «Come si pronuncia il mio nome? Dopo la partita ve lo ricorderete»

Il tecnico dello Jagiellonia presenta il playoff di Conference: «Se giocheranno De Gea e Kean al ritorno, avremo fatto una grande partita»

Questo pomeriggio, dalla sala stampa dello Stadion Miejski, il tecnico dello Jagiellonia Adrian Siemieniec ha presentato la sfida di domani contro la Fiorentina, valida per l’andata del playoff di Conference League. L’allenatore ha esordito con una battuta pungente: «Come si pronuncia il mio cognome? Dopo la partita ve lo ricorderete… Anche a Siviglia non sapevano dove fosse Bialystok, ora invece lo sanno». 

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Le numerose defezioni della Fiorentina vi stimolano a fare una grande prestazione? 
«Prima di tutto, benvenuti agli italiani: qui fa freddo, vero? Non temo nessun singolo della Fiorentina. Abbiamo analizzato con attenzione la rosa che arriverà qui. Parliamo comunque di un club con una lunghissima tradizione europea. Se l’allenatore decide di lasciare fuori Kean o altri, significa che può contare su alternative come Piccoli, pagato 25 milioni: cifre che noi non abbiamo mai investito. Anche se in campionato stanno vivendo una situazione complicata, il loro valore non cambia. Se al ritorno vedremo in campo De Gea e Kean, vorrà dire che avremo disputato un’ottima gara all’andata». 

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Crede che il clima possa incidere sull’incontro? 
«Sono arrivato qui sentendo dire che la Fiorentina sia una squadra in difficoltà, ma sappiamo bene chi affronteremo. Ora invece si parla solo di meteo. Mi aspetto una partita equilibrata: a livello internazionale abbiamo un’esperienza simile alla loro. Daremo tutto per mostrare il nostro valore. Il freddo? Forse nei primi minuti potrà farsi sentire, ma andremo avanti passo dopo passo. I viola sapranno che tempo li aspetta già quando atterreranno a Varsavia: non siamo al Polo Nord. Forse il clima potrà darci un piccolo vantaggio, ma alla fine sarà il campo a decidere». 

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È anche una sfida tra calcio polacco e italiano? 
«Sicuramente sì, anche se la Serie A non è paragonabile al nostro campionato. Ho visto di recente la partita dei viola contro il Como: hanno superato un avversario di qualità e con grandi investimenti, quindi la loro rosa è davvero forte. La Serie A resta uno dei tornei più importanti d’Europa. La Conference ci offre l’opportunità di confrontarci con club di alto livello: lo abbiamo già fatto contro Betis, Ajax e Strasburgo. Affrontiamo questo doppio confronto con l’ambizione di vincerlo». 

Ha già deciso l’undici titolare? 
«Avevamo preparato l’analisi sui presunti titolari della Fiorentina, poi ho dovuto studiare anche le alternative. Tengo a sottolineare che chiunque scenderà in campo sarà comunque un giocatore di valore. Il reale peso del turnover lo conosce soltanto Vanoli». 

Le defezioni incidono sul vostro potenziale? 
«Quando mancano titolari abituali come Romanczuk e Pululu è inevitabile che sia più complicato, ma abbiamo altri elementi validi. Senza di loro saremo un po’ meno forti, è vero, ma fa parte del gioco. C’è anche la gara di ritorno, però vogliamo arrivare a Firenze con un risultato positivo già conquistato domani. Andare al Franchi con il morale alto sarà fondamentale. Forse a Firenze non c’è grande entusiasmo per una sfida contro una squadra polacca… ma ribadisco: il nostro obiettivo è presentarci lì con un buon risultato».

Crede che possiate fare meglio dello scorso anno in Conference? 
«Lo speriamo, ma raggiungere i quarti è già stato un traguardo straordinario. Solo una tra noi e la Fiorentina passerà il turno, e poi ci sarebbe una tra Rakow e Strasburgo, forse addirittura il Mainz: il sorteggio è stato molto impegnativo. Ripetersi non sarà semplice».


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