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Sciocco Gud. Rush salvezza senza di lui

L’espulsione contro il Verona è la “ciliegina sulla torta” su una prestazione sotto la sufficienza. E ora mette in difficoltà anche la squadra

Gudmundsson è un giocatore intermittente. Un interruttore continuo scandisce il passo della sua stagione, e quando sembra poter ingranare la marcia giusta, la luce si spegne, di nuovo.  La partita di Verona è stata opaca per tutti, inutile nasconderlo. Una Fiorentina che con un pizzico di fortuna e tanta sofferenza ha portato a casa 3 punti cruciali per la sfida salvezza. Ma come ogni battaglia sanguinosa, ha pure lasciato ferite che la squadra patirà per le partite di campionato a venire, e Gud ne è stato la vittima più illustre.

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TUTTO IN POCHI MINUTI. Accade tutto in pochi minuti al Bentegodi: all’82 la sblocca Fagioli, una manna dal cielo che consente alla Fiorentina di vincere la partita. Scartato l’uovo di Pasqua, però, arriva la “sorpresa” del direttore di gara: l’ammonizione al diffidato Fagioli per un fallo dubbio, e così la vera luce viola resterà in tribuna per la sfida contro la Lazio. Poi, qualche minuto dopo, all’86’, durante la battuta del calcio di punizione a favore del Verona, una zuffa furibonda tra Gud e Suslov costa a entrambi il rosso diretto.

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GUD, MA COSA FAI? Una leggerezza imperdonabile che allunga il cronometro e rischia di rovinare un vantaggio accumulato quasi per caso. Tutto questo arriva nel momento clou della partita, che poi la Fiorentina è riuscita a portare a casa. Ma anche nel momento clou della stagione: il rush finale impone alla Viola dei ritmi forsennati, tra una doppia sfida di coppa che si preannuncia caldissima, e soprattutto, come detto, la Lazio, ultimo ostacolo prima di un’altra, importantissima trasferta, a Lecce stavolta. Ma torniamo a Gud: passi una prestazione impalpabile, in cui l’islandese ha creato una sola occasione in quasi 90’, passi lo stato di forma non ottimale, passi la tensione del finale di gara. Ma un’espulsione così sciocca non può essere perdonata.

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UN 10 CHE MANCA. A Verona abbiamo visto le difficoltà della Fiorentina nel generare occasioni da gol. Un trait d’union vero tra centrocampo e attacco è sempre mancato, e Gud si è spesso mosso tra le linee e in tasche di campo scomodissime per ricevere palla, quasi sempre in mezzo a 2 o 3 uomini. Non ha fatto molto, ma non possiamo fargliene una colpa: il ritmo dei viola era lento, compassato e prevedibile. Quello che preoccupa, però, è pensare che contro la Lazio (e, potenzialmente, anche contro il Lecce, se non addirittura per altre due partite - Sassuolo al Franchi e Roma all’Olimpico) mancherà non solo Fagioli, vero cervello della squadra, ma anche Gudmundsson, che proprio contro i biancocelesti mise a segno l’anno scorso una doppietta al suo debutto in maglia viola. Purtroppo nessun bis in questa stagione: Il suo estro, seppur manifestatosi sporadicamente, poteva far comodo ai viola, anche per riempire i vuoti di un Kean con una tibia dolorante e il cuore che sanguina dopo Zenica.


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