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Roma-Fiorentina sfida tra squadre in crisi. Giallorossi più motivati, viola senza obiettivi. Serve tirar fuori l'orgoglio per portare a casa 3 punti

Per i viola la sfida dell'Olimpico ha ben poco da dire sul piano delle motivazioni. Un moto di orgoglio può salvare Chiesa e compagni: la vittoria manca da troppo tempo

Un turno infrasettimanale che poteva offrire tanto, invece porta molto poco in casa viola. Così come tutte le partite in Serie A che da qui alla fine del campionato affronterà la squadra di Pioli. Un big match che di big ha molto poco, visto che se la Fiorentina è in crisi la Roma non se la passa meglio.

COME STANNO GLI AVVERSARI. Dal cambio di rotta dopo l'umiliazione nel derby e l'eliminazione dalla Champions League che ha portato Ranieri a succedersi a Di Francesco sulla panchina giallorossa, è arrivata giusto una vittoria striminzita con l'Empoli.

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Poi altre due sconfitte: a Ferrara sorprendente e in casa con il Napoli senza storia. Al momento la Roma staziona al settimo posto in classifica. Dopo aver già visto tramontare i sogni di coppa, De Rossi e compagni hanno un disperato bisogno di punti per tornare a lottare per la zona Champions e per difendere quantomeno l'Europa League, ad oggi fortemente a rischio.

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Inoltre, stasera i giocatori di Ranieri si ricorderanno molto bene l'umiliazione subita a Firenze in Coppa Italia. Un 7-1 che rimarrà indelebile nella storia capitolina. MOTIVAZIONI CERCASI. Insomma, sul piano delle motivazioni non c'è storia.

La Fiorentina da questo campionato non ha più nulla da chiedere, se non cercare di ritrovare al più presto la vittoria e portare la squadra alla sfida di Coppa Italia del 25 aprile in buone condizioni psicofisiche (Mica poco).

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Quando però si va ad affrontare un ambiente che somiglia sempre più ad una polveriera come quello romanista, le previsioni si fanno ben più ardue e la sfida resta aperta. TORNANO DUE BIG. E allora il recupero di Chiesa può essere fondamentale nello scombinare gli scacchieri tattici e nel rendere imprevedibile il gioco della Fiorentina.

Sarà molto difficile vedere il figlio d'arte dal primo minuto, ma un suo ingresso nella ripresa, sebbene non in perfette condizioni, potrebbe spaccare la partita. Anche il ritorno di capitan Pezzella dovrebbe aiutare il reparto difensivo, apparso in crescita con il Torino ma chiamato a dare continuità di rendimento.

SITUAZIONE ATTACCO. Per il resto, davanti ci si affiderà soprattutto alle iniziative di Luis Muriel, sperando che Simeone, fresco di ritorno al gol, si ricordi la prestazione dell'anno scorso all'Olimpico e non lasci da solo il compagno di reparto.

Infine, Pioli sceglie ancora una volta di portarsi dietro Vlahovic e Montiel, nonostante tra due giorni ci sia la finale di Coppa Italia Primavera. D'altra parte, in avanti la Fiorentina è corta e i due hanno dimostrato di meritarsi altre chance, a prescindere dagli impegni con i più piccoli.

In gioco per i viola c'è solo un briciolo di prestigio. C'è da tirare fuori l'orgoglio. Perché la vittoria manca dal 17 febbraio, perché portare a casa un match di cartello può ricaricare le batterie di un gruppo che viaggia sui binari della mediocrità.

Poca cosa, ce ne rendiamo conto. Ma questa è la Fiorentina degli ultimi anni.

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