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Ritorno alla vittoria e gol degli attaccanti fanno ben sperare, ma saranno le tre partite che chiudono il girone a fornire il primo vero bilancio della stagione della Fiorentina

Morale in ripresa per la truppa di Pioli. Dopo Milan, Parma e Genoa si tireranno le prime somme sulla stagione della Fiorentina

Il 3-1 con l'Empoli ha finalmente spezzato l'incantesimo che vedeva la Fiorentina incapace di trovare la vittoria dal 30 settembre. Otto partite in cui il rendimento dei viola è andato progressivamente calando, anche influenzato dalle crescenti pressioni della piazza e dalla tensione che il digiuno di vittorie provoca nella mente di calciatori e tecnico.

Ciò che il popolo viola si augura è che quegli ultimi 10 minuti a Sassuolo, nei quali gli uomini di Pioli con la forza dei nervi (e con l'aiuto di evidenti errori dell'avversario) hanno recuperato due reti di svantaggio, siano realmente una svolta che porti finalmente ad un trend positivo.

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Neanche il tempo di sorridere per i tre punti ritrovati che la Fiorentina deve partire per Milano, sponda rossonera, per affrontare l'ultimo big match del girone di andata. Il Milan che i viola andranno a sfidare è una squadra in difficoltà, sia dal punto di vista dei risultati che del gioco fin qui espresso.

Inoltre, le pesanti assenze a centrocampo obbligheranno mister Gattuso a schierare una formazione inedita, nella quale potrebbe addirittura trovare spazio per qualche minuto un certo Montolivo. Sulla carta una sfida più abbordabile, in realtà rimane una partita molto complicata, per lo stadio in cui si va a disputare e per il valore indiscusso dei campioni che i rossoneri possono vantare in difesa e in attacco, come quell'Higuain in crisi di gol che in passato ha fatto molto male ai colori viola.

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Per quanto riguarda la Fiorentina, segnali confortanti arrivano dall'attacco, finalmente in grado di convertire in gol le occasioni ricevute. Gli attaccanti a disposizione di Pioli erano a digiuno dal 22 settembre, data del 3-0 con la Spal (Pjaca e Chiesa a segno, due che continuano a vivere il periodo di magra in zona gol).

Nelle sfide con Sassuolo e Empoli sono arrivate due reti sia da Simeone che da Mirallas e sei gol complessivi, vera linfa vitale per una squadra che nelle precedenti sette partite aveva realizzato la miseria di quattro marcature.

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All'appello mancano proprio Pjaca e Chiesa, ma le situazioni che stanno vivendo i due sono diametralmente opposte. Federico resta infatti imprescindibile per la Fiorentina grazie ai suoi strappi e alle sue giocate imprevedibili.

È tuttavia innegabile che debba migliorare in alcune scelte: la sua voglia di sbloccarsi sotto porta è evidente, ma serve a poco incaponirsi di continuo nella soluzione personale provando eccessive conclusioni da fuori area che spesso risultano velleitarie.

Di certo, il nuovo atteggiamento tattico della Fiorentina visto con l'Empoli potrebbe non aiutare il ragazzo a tornare a segnare, dato che si è visto un Chiesa più lontano dalla porta avversaria per avvicinare Mirallas a Simeone.

Per Marko, invece, l'avventura con la Fiorentina potrebbe addirittura concludersi a gennaio. Impalpabile è l'aggettivo che descrive meglio i suoi primi quattro mesi in viola: scavalcato meritatamente da Mirallas nelle gerarchie, contro l'Empoli Pioli gli ha preferito anche Eysseric come subentrante dalla panchina.

Se sia una bocciatura definitiva o meno ce lo diranno i prossimi tre impegni. Tre impegni (a San Siro col Milan, a Firenze con il Parma e a Genova sponda rossoblu) che chiuderanno il girone di andata e apriranno alla sosta invernale, quest'anno spostata a gennaio.

Il momento che tutti gli allenatori attendono per tracciare i primi bilanci. La crisi di risultatisi è davverointerrotta? La Fiorentina ha imboccato la strada giusta per tornare ad essere una candidata credibile per l'Europa?

Una cosa è certa: nel complessoquesta non è una squadra dotata di grandi qualità. Inoltre, l'unica individualità di livello è proprio Chiesa, ma non è ancora il campione che può risolvere le partite con una giocata. L'unica via per centrare i propri obiettivi è scendere in campo in ogni partita con il coltello fra i denti, dimostrando di possedere una forza mentale superiore a ciò che ci si attende dalla carta d'identità media della rosa.

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