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Riganò: “Ora come nel 2002, c’è aria di rinascita in città. Darei un’altra chance a Simeone”

L’ex attaccante della Fiorentina Christian Riganò parla di Simeone, del momento viola, e dell’atmosfera di rinascita simile a quella del 2002

Parla così l’ex bomber viola Christian Riganò a Lady Radio: “L’atmosfera può essere la stessa del 2002 anche se all’epoca venivamo da un fallimento. La Fiorentina aveva subito un’ingiustizia anche se per me è stato un beneficio.

Allora c’era un’aria sconfortata, adesso c’è una città felice per il cambio di proprietà. Gli ultimi mesi erano diventati insostenibili”. Commisso? “E’ una persona che si è data da fare, una delle tante famiglie emigrate per fare fortuna.

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Ha creato un business con la rete via cavo e mi auguro che abbia una bella Fiorentina. All’inizio non so quanto sarà il budget anche perché una parte di soldi è già stata spesa per comprare la Fiorentina. Noi vogliamo una Fiorentina che lotti per le prime 4-6 posizioni.

Una città come Firenze non può partire per un campionato anonimo. Ci vuole chiarezza con la gente e con i tifosi” Io in società? “Sarei onorato di entrare in società, ma con me non ci ha parlato nessuno. Mi ci vedrei bene, mi piacerebbe vivo a Firenze.

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Se non dovesse accadere nulla resterei il primo tifoso, comunque”.

Attacco? “Darei un altra chance a Simeone per l’investimento fatto. Ma un attaccante non può stare dieci partite senza segnare. L’attaccante deve segnare di continuo, se non segni ti devi frustare.

Viene pagato per fare gol. Si deve dare una svegliata, anche se lo difendo su un certo punto di vista: gli si deve insegnare i movimenti da prima punta dal momento che lui nasce seconda punta”. Muriel? “Nessun rimpianto, non mi sono strappato i capelli.

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E’ un buon giocatore ma negli anni ha dimostrato discontinuità. Non dobbiamo puntare su gente che può ma gente che è”.

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