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Repubblica - Nella testa di Dragusin: «Il progetto Fiorentina è la mia scelta vincente»

Il difensore rumeno convinto da Paratici: «La sua presenza ha favorito l’affare, spero di rimanere qui a lungo»

Radu Dragusin, presentato ieri alla stampa, è l’espressione perfetta per descrivere il nuovo corso, fatto di poche parole e tanti fatti, almeno all’inizio, scrive stamani La Repubblica: «Vogliamo crescere e migliorare, solo dopo possiamo fare altre cose, adesso è prematuro parlare di obiettivi. I ragazzi hanno tutti la stessa cosa in mente: hanno tanta fame e tanto entusiasmo. Il clima è molto positivo».

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LE CIFRE E LA SCELTA. Il difensore rumeno arriva dal Tottenham in prestito oneroso a 1,5 milioni con obbligo di riscatto a 17,5 milioni a determinate condizioni, almeno ventidue presenze dal primo minuto, ma con la voglia di restare a lungo alla Fiorentina. E con sei mesi di ritardo rispetto all’inverno, quando pur in trattativa con i viola, allora ultimi in classifica, alla fine decise di restare in Inghilterra, nonostante delle dichiarazioni dell’agente che lo sponsorizzarono per la Roma: «La trattativa di questa estate è partita da una chiamata del direttore Paratici che conoscevo bene. Il fatto che lui fosse qua ha favorito l’affare e per me è stato più facile venire. Ho scelto la Fiorentina perché ha un progetto nel quale vuol far crescere i giocatori e fare belle cose. La scelta è stata molto facile. In inverno ci sono state altre trattative, è vero, e il mio agente ha sempre voluto per me la cosa migliore. Ecco perché ha detto quelle cose. Ma quando ho sentito la Fiorentina ho deciso in pochi istanti quello che era giusto per me. Voglio essere un giocatore affidabile e dimostrare il mio valore. Per me ora conta solo la Fiorentina. Sì, vorrei rimanere qua a lungo e fare belle cose con la Fiorentina. Nella mia testa c’è la volontà di crescere e far bene qui nel futuro».

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FEELING. A impressionare Dragusin, come detto, ci ha pensato Paratici, con cui il rapporto va avanti dai tempi della Juventus, ma anche qualche ex compagno come Gudmundsson e un allenatore, Grosso, con cui il feeling sta nascendo allenamento dopo allenamento: «Con Gud ho parlato sì, ma quando ormai la trattativa era già fatta, ho ritrovato lui e altri ex compagni della Juventus. Il mister lo sto imparando a conoscere. Me lo ricordo da avversario in Serie B, le sue squadre giocavano bene a calcio».

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CONDIZIONE. In questi primi giorni di ritiro Dragusin si è presentato fisicamente al meglio, svoltando del tutto dall’infortunio che lo aveva tenuto fuori nei mesi scorsi: «Sto bene, mi sento al 100%. Ho recuperato a pieno e so cosa posso dare in campo. Ho vissuto un bruttissimo periodo ma sono cresciuto molto. Ho sempre cercato di prendere il positivo della situazione che mi ha coinvolto. A Londra ho visto una realtà diversa rispetto all’Italia. Lì ho vinto un trofeo importante come l’Europa League che ricorderò per sempre».

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