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Repubblica - Crescita di squadra, soldi, trofeo ed... Europa. Tre buoni motivi per fare strada in Conference

Strada in salita in campionato, la Fiorentina può ritrovare sorrisi in Conference. Vanoli sfrutta l'impegno per valutare la crescita dei suoi ragazzi. E poi...

Tre buoni motivi, per vincere domani sera contro l’AEK Atene e andare avanti in Conference. Uno tecnico, con la possibilità per Vanoli di ruotare e conoscere meglio tutti i giocatori a disposizione; uno economico, con degli introiti, seppur minimi, che una buona campagna europea può generare; e uno di prestigio, con l’obiettivo trofeo che resta il modo più bello per festeggiare il centenario dell’anno prossimo. Così scrive La Repubblica.
 

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CRESCITA. Prima di tutto la Conference ha un valore importantissimo per il percorso di crescita step by step che Vanoli ha in mente: giocare di giovedì toglie al tecnico degli allenamenti per inculcare il proprio credo ma offre la possibilità di valutare, contro avversari comunque veri, tutta la rosa a disposizione. E così al Franchi domani toccherà a Comuzzo, Viti, Nicolussi Caviglia, Ndour, Fazzini e anche Dzeko, con Richardson pronto a subentrare, senza tralasciare i giovani, con Fortini, Martinelli e Kouadio che già si sono fatti notare.

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SOLDI. La Conference ha per la società anche un piccolo ma significativo valore economico. Con due finali e una semifinale in tre anni dalla coppa sono comunque arrivati 51,43 milioni — 17,7 lo scorso anno, 16,23 con la finale persa ad Atene, 17,5 milioni con la finale persa contro il West Ham — a cui vanno aggiunti i ricavi da biglietteria e i 7 milioni già presi quest’anno tra quota di partecipazione e prime vittorie. Cifre irrisorie se confrontate con la Champions e l’Europa League ma comunque importanti per Commisso.
 

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TROFEO ED EUROPA (LEAGUE). Infine c’è l’aspetto di prestigio. Vincere un trofeo era l’obiettivo vero nell’anno del centenario e, nonostante il cammino deficitario in Serie A la Conference resta comunque un traguardo alla portata, magari da aggredire nel 2026 quando la risalita in classifica avrà raggiunto posizioni più tranquille. Vincere non solo sublimerebbe un vuoto che dura da quasi venticinque anni ma sarebbe anche l’unico modo per giocare le coppe, in questo caso l’Europa League, anche la prossima stagione, con una qualificazione attraverso il campionato ormai compromessa.


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