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Prime tracce di Fagioli, tra primi (due) assist e lanci per Kean. Ora cercasi continuità

Fagioli, tra primi (due) assist e lanci per Kean. Ora cercasi continuità per il centrocampista viola

E poi c’è Fagiolino, che quest’anno deve diventare Fagiolone’. La premessa stagionale di Daniele Pradè, fino a pochi giorni fa, poteva tranquillamente rientrare nel giro delle frasi invecchiate male. Un repertorio ampio in questo disastroso inizio di stagione della Fiorentina, in cui c’erano già il ‘ho visto che Allegri non ci ha inserito nella lotta Champions’ d’inizio stagione di Pioli, il ‘Vanoli è vicino a trovare la chiave’ di Ferrari e ‘il clima bellissimo nello spogliatoio’ di Kean pre Sassuolo. Fagioli, infatti, è stato tra i peggiori interpreti dell’inizio di stagione viola, tra pungolate di Pioli, Vanoli e panchine in favore dell’ancora più disastroso Nicolussi Caviglia, salvo poi ridare dei timidi segnali nelle ultime due gare di campionato. 

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DAL VERONA ALL’UDINESE. Già contro il Verona, infatti, il centrocampista ex Juventus era stato il migliore in campo, bissando l’ottima prestazione anche con l’Udinese. Come? Facendo quello che fece al primo pallone toccato in maglia viola, a febbraio scorso, a San Siro, quando con un lancio di 40 metri mise quasi Kean davanti al portiere. Lo ha fatto e rifatto sia con l’Hellas che coi friulani, non entrando nel referto degli assist solamente perché Kean se li è divorati, almeno due, clamorosi. Come era accaduto contro i gialloblu nel tonfo di una settimana prima, quando solo un rimpallo con autorete annessa aveva concesso ai viola (in arancione) di siglare il provvisorio 1-1. Poco male, i primi due assist della stagione di Fagioli sono comunque arrivati in occasione del gol di Mandragora, col tocco sulla punizione che ha sbloccato la gara, e per il colpo di testa di Ndour. 

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RISALITA. Presto, ancora, per poter affermare di aver ritrovato il miglior Fagioli. Ma sicuramente decisamente meglio rispetto ad alcune prestazioni precedenti a dir poco disastrose, tra cui quelle con Sassuolo, Atalanta e AEK, quando appariva difficile azzeccare un passaggio da qui a lì. L’anno scorso, in mezzo a tanti bassi anche per le note vicende personali legate al passato e qualche alto, mise a referto 2 reti e 2 assist, 1 delle quali contro l’Udinese. Dopo il flop di Nicolussi Caviglia, certificato dalla prestazione da mani nei capelli di Losanna, nelle gerarchie di Vanoli Fagioli è ri-passato in pole position. Anche, se non soprattutto, per quella capacità di verticalizzare con cui, negli ultimi 180’ di Serie A, ha messo in porta almeno 5-6 volte Kean. Con la doppietta all’Udinese chissà che il bomber viola non si sia ritrovato definitivamente, con la possibilità di trasformare in oro i suggerimenti dello stesso Fagioli. A quest’ultimo, adesso, si chiede continuità. La strada per diventare ‘Fagiolone’ è ancora lunga. Ma almeno s’inizia a intravedere qualcosa.

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