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Plusvalenze, rischio Chievo: è caos in Serie A

Gli addebiti, pesanti. Il rischio, un macigno. Il procuratore federale Giuseppe Pecoraro ha deferito il presidente del Chievo Luca Campedelli e quello del Cesena Giorgio Lugaresi, oltre a 18 dirigenti dei due club.

Tutto per la vicenda delle plusvalenze gonfiate emersa nello scorso febbraio – in relazione alle variazioni di tesseramento, tra il 30 giugno del 2014 fino al 31 dicembre 2017 di una trentina di calciatori per niente conosciuti «indicando in tutte un corrispettivo superiore al reale, allo scopo di commettere le condotte disciplinarmente rilevanti».

Quanto rilevanti, lo scrive il pm del calcio nel deferimento, quando sottolinea come le plusvalenze fittizie siano servite al Chievo «a far apparire un patrimonio netto superiore a quello realmente esistente, così da ottenere l’iscrizione al campionato di Serie A delle stagioni 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018 in assenza dei requisiti».

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L’accusa è chiara e secondo Pecoraro, Campedelli e i suoi dirigenti, attraverso le plusvalenze fittizie «per complessivi 25 milioni 380mila euro» sistemavano i bilanci così da potersi iscrivere al campionato nelle stagioni 2015/16, 2016/17 e 2017/18.

Con lo stesso sistema, il Cesena si sarebbe invece garantito l’iscrizione in Serie B. IL PUNTO. Cosa rischiano i club, chiamati in causa per responsabilità oggettiva? Pene durissime perchè, con la riforma del codice di giustizia sportiva l’illecito amministrativo è considerato addirittura più grave di quello sportivo.

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E non è un caso che i due presidenti – e quindi i club – siano stati mandati a processo, oltre che per l’art. 1 del cgs sulla lealtà sportiva, anche e soprattutto sulla violazione dell’articolo 8 commi 1, 2 e 4. Quest’ultimo, recita chiaramente: «La società che, mediante falsificazione dei propri documenti contabili o amministrativi...

tenta di ottenere od ottenga l’iscrizione a una competizione cui non avrebbe potuto essere ammessa sulla base delle disposizioni vigenti, è punita con una delle sanzioni previste dalle lettere g), h), i), l) dell’art. 18, comma 1» e cioè, dalla penalizzazione, alla retrocessione, con il Crotone che spera in un clamoroso ripescaggio.

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