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Pioli, il tabù Spalletti e la voglia di rivincita sull'Inter

Il tecnico viola non ha mai vinto contro il nerazzurro: una vera bestia nera. E ancora indigesto è quell'esonero di due anni fa...

Tu chiamale, se vuoi, maledizioni. Ognuno ha la sua. Situazioni, persone, avversari. Pensieri, che diventano incubi. Prendete Stefano Pioli. Quella di domenica sera, per lui, non è non sarà più una partita come tutte le altre.

Perché non lo ammetterà mai (questione di stile), ma quell’esonero nel finale di stagione 2016/2017 proprio non l’ha digerito. Per tempi, modi e motivazioni. Era la sua grande occasione, l’Inter, e se la stava giocando alla grande.

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Poi, qualcosa si è rotto, e la storia è finita male. Ad attenderlo, però, c’era l’occasione giusta per il riscatto: Firenze. Quello che oggi, Pioli, considera il suo «posto nel mondo». Ama la città, e adora la «sua» Fiorentina.

Per questo non vede l’ora, da allenatore viola, di prendersi la sua personalissima rivincita. Così scrive il Corriere Fiorentino. BILANCIO. Il bilancio parla chiaro. In tre sfide, da quando affronta i nerazzurri da ex, il mister ha messo insieme due sconfitte (3-0 all’esordio, il 20 agosto del 2017, e 2-1 nella sfida di andata di questo campionato) e un pareggio, ottenuto il 5 gennaio di un anno fa.

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Sarà, forse, perché dall’altra parte c’era (e c’è) Luciano Spalletti? Una bestia nera per l'allenatore viola. Nove precedenti. Il bilancio, per Pioli, è una specie di disastro: due pareggi, e sette sconfitte. Vittorie? Zero. Le sue squadre hanno incassato 24 gol, segnandone appena 7.

E fu esonerato alla Lazio dopo un ko 4-1 nel derby contro la Roma di Spalletti.

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