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Passi avanti sul nuovo stadio, ma occhio alla burocrazia. Commisso vuole correre, Nardella si gioca tantissimo

Diversi segnali positivi e i dubbi di sempre sul progetto del nuovo stadio alla Mercafir

Iniziamo da un dato di fatto: la notizia di lunedì sulla messa in vendita dal parte del Comune della parte sud della Mercafir è un fatto indiscutibilmente positivo per le sorti del nuovo stadio della Fiorentina. Una mossa generata anche dal pressing arrivato da Campi Bisenzio, che ha 'costretto' il sindaco di Firenze a forzare i tempi per evitare di vedersi sfuggire di mano (anzi, di territorio) lo stadio, dopo aver provato in tutti i modi a costruirlo (o a ristrutturare il Franchi), sia con la vecchia proprietà che con quella nuova.

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Firenze è così tornata in netto vantaggio su Campi Bisenzio. Un passo in avanti non da poco, il quale, se lo stadio alla fine verrà realizzato alla Mercafir, verrà ricordato come il passo della svolta. Il punto è proprio questo: 'SE' lo stadio verrà realizzato.

Giustamente è tornato l'ottimismo, anche suffragato dalle dichiarazioni di Commisso e Barone che hanno voluto subito esprimere soddisfazione per il passo in avanti effettuato dal Comune di Firenze. Ma bisogna comunque andarci piano, perché la storia delle grandi opere in Italia dovrebbe averci insegnato estrema cautela.

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GARANZIA ROCCO. In primis, Rocco Commisso è la maggior fonte di ottimismo. Perché in questi primi mesi a Firenze ha dimostrato di far seguire i fatti alle parole e per il mastodontico patrimonio personale di cui dispone. Questo fa cadere uno dei principali vincoli che impedivano la costruzione dello stadio alla passata gestione viola: non è strettamente necessario trovare investitori (come nel caso dei Della Valle), Commisso è disposto a pagare di tasca sua la realizzazione del nuovo stadio.

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Dettaglio non da poco, visto che proprio l'assenza di investitori aveva portato la precedente proprietà Della Valle ad un continuo ping pong di responsabilità con il Comune, con la conseguenza che il progetto stadio si risolvesse in un nulla di fatto.

IL PREZZO DEL TERRENO. Tuttavia, scambiare Commisso per 'lo zio d'America' pronto a scialacquare il proprio patrimonio senza alcun freno è alquanto inverosimile. I primi soldi per lo stadio che il patron gigliato dovrà tirare fuori saranno appunto quelli per acquistare il terreno, che il Comune metterà a bando circa a gennaio.

Non a prezzo di sconto, perché con quei soldi (seppur insufficienti) il Comune intende pagare parte dello spostamento della parte sud della Mercafir (quella di viale Guidoni) alla zona nord (dietro la Mukki). Le voci sul prezzo del terreno vanno da un minimo di 10 milioni di euro ad un massimo di 20-25 milioni.

Siamo certi che il prezzo fissato dal Comune andrà bene a Commisso? Certo, vista la grande disponibilità di Rocco sembra un ostacolo sormontabile, ma per correttezza occorre comunque notificare un fatto che in molti danno per scontato.

L'OSTACOLO DI SEMPRE. Il vero nemico di Rocco Commisso resta però la burocrazia. Tentacolare nemico invisibile di coloro che vogliono costruire legalmente nel Belpaese. Ecco che ci si augura che tutto fili liscio nell'iter per la costruzione dello stadio, ma i ricorsi al Tar sono sempre dietro l'angolo.

Non da escludere che possano arrivare anche per eventuali controversie nella fase di acquisto da parte della Fiorentina dei circa 15 ettari. Oppure in fase successiva, nel momento in cui dovrà avvenire lo spostamento della Mercafir.

Siamo certi che tutti i commercianti della Mercafir siano favorevoli allo spostamento del mercato ortofrutticolo? NODO SPOSTAMENTO MERCAFIR. A tal proposito, le parole del presidente della Mercafir Lucibello di qualche giorno fa (precedenti all'annuncio di Nardella sulla vendita dei terreni) lasciano trasparire un certo ottimismo sulla vicenda: "Stiamo lavorando per portare a termine il piano per poter spostare l’attività del mercato nell’area designata".

Una volta concluso e approvato dai soci il piano "Dovrà essere redatto un progetto esecutivo. Dal momento in cui inizieremo ci vorranno 24 mesi per completare il trasloco". Non a caso la stessa tempistica indicata dal Sindaco Nardella due giorni dopo.

Ciò non toglie affatto la possibilità che soggetti terzi possano mettere i bastoni tra le ruote al complicato iter di realizzazione del nuovo stadio della Fiorentina. I ricorsi al Tar portano a lungaggini che potrebbero irritare Commisso, l'uomo del 'fast fast fast', e far decidere al patron gigliato di abbandonare il progetto.

Inoltre, sebbene la variante urbanistica verrà rivista per permettere alla Fiorentina di iniziare i lavori sullo stadio prima che le infrastrutture necessarie (lo svincolo autostradale e la stazione ferroviaria Guidoni) siano realizzate, resta il fatto che tali infrastrutture devono essere pronte nel momento in cui lo stadio sarà operativo, cosa che rende ancor più intricato l'iter.

NARDELLA NON PUÒ SBAGLIARE. Non mancano però i segnali positivi perché lo stadio si faccia sul serio. Il primo, già citato, si chiama Rocco Commisso. Il secondo invece è proprio Dario Nardella. Dopo essersi speso molto alla presentazione del progetto dei Della Valle nel marzo del 2017, progetto secondo il quale i lavori dovevano iniziare nella seconda metà del 2019 e risoltosi in un nulla di fatto, il Sindaco di Firenze si gioca moltissimo in termini di credibilità.

L'umore della città al momento pende dalla parte di Rocco Commisso. Non potrebbe essere altrimenti, visto cosa è riuscito a fare il magnate americano in soli tre mesi di insediamento alla Fiorentina. Ecco che, in caso il progetto stadio non venisse alla luce alla Mercafir, l'opinione pubblica si schiererebbe tutta al fianco di Commisso e individuerebbe in Nardella l'unico responsabile del fallimento del progetto.

Ecco perché, visto ciò che è accaduto con la precedente proprietà, la grande esposizione del Sindaco nei confronti del nuovo stadio alla Mercafir in questo caso può essere vista come un fattore positivo. TEMPI CERTI? Nardella, insomma, farà di tutto perché il progetto stadio vada in porto nel più breve tempo possibile.

Tuttavia, le sue previsioni sui tempi di realizzazione restano ottimistiche, dato che si parla di tempi stimati in base alla media Europea. Ma l'Italia, si sa, non è certo famosa per la celerità nella costruzione di grandi opere e le vie della burocrazia tricolore per allungare il brodo sono infinite.

Nonostante ciò, rimangono positive le sensazioni attorno all'ennesimo avvio di un progetto per il nuovo stadio, ancora una volta alla Mercafir. Certo, ci siamo scottati troppe volte perché si possa andare avanti guidati da un cieco ottimismo.

E allora proseguiamo con gli occhi ben aperti, senza facili illusioni ma fiduciosi nella voglia di fare diRocco Commisso. Al quale si chiede l'impresa più grande della sua straordinaria carriera: vincere contro la burocrazia italiana.

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