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Parisi, da 'scarto' a risorsa. Come Fabiano si è preso la fascia

L'esterno campano, autore del primo gol viola a Cremona nella sua centesima partita con la Viola, sta vivendo una piccola rinascita in riva all'Arno
 

Fabiano Parisi ha stupito tutti in un'annata per certi versi fallimentare. Come un fiore spuntato dal cemento, il giocatore arrivato nell'estate del 2023 dall'Empoli ha iniziato a germogliare nella stagione più arida.

DUBBI. Spesso percepito come un oggetto misterioso, un calciatore troppo spesso relegato in panchina da Italiano e Palladino, e mai ritenuto veramente all'altezza dei titolari, il laterale campano sembra finalmente aver trovato il suo posto al sole nella rosa viola. I dubbi sul suo riguardo si riferivano spesso a una prestanza fisica non pervenuta, alla sua apparente inadattabilità al gioco della Fiorentina, alla sua natura tattica così sfuggente. Troppo offensivo per giocare bene in difesa, troppo poco "mordace" per costituire una minaccia là davanti.

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SVOLTA. Eppure, come spesso capita in annate storte, iniziate male e proseguite peggio, sono le cosiddette seconde linee a portare quel soffio vitale, quel pizzico di imprevedibilità che sembra scuotere, se non risvegliare del tutto, una squadra demotivata e spenta. Sia chiaro: Parisi deve ancora dimostrare di avere le caratteristiche da titolare di una squadra che, sulla carta, dovrebbe ambire a molto di più di una salvezza tranquilla. Ma cercando nel proprio mazzo, Vanoli ha pescato una carta che ha giocato spesso e volentieri, per cambiare le sorti della squadra. Elogiato anche pubblicamente dal mister, Parisi ha trovato sempre più minuti, ed è servito da "tappabuchi" in una rosa carente di esterni offensivi puri, fornendo buone prestazioni.

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FINALMENTE IN GOL. A coronare la sua rinascita, il gol che a Cremona ha portato in vantaggio la Fiorentina, nella sua 100esima partita in maglia viola. Un gol sporco, voluto, di pura grinta. Un gol che sembra voler dire "io ci sono". Un gol che fa salire ulteriormente le quotazioni di Parisi come esterno alto a destra (elogiato anche dal compagno di corsia Dodo nel post-gara), laddove un Harrison ancora poco acclimatato al calcio italiano sta facendo fatica a imporsi. Che sia il segnale di un finale di stagione in crescendo, non solo per Fabiano, ma anche per tutta la squadra?

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