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Pagellone 2018 VI.IT, dirigenza e staff: pessimo il mercato. Pioli sul banco degli imputati

Fine anno, tempo di bilanci. Voti e analisi di quanto accaduto da inizio stagione ad oggi in casa Fiorentina

Con la chiusura del mese di dicembre si chiude anche il girone d’andata. E come sempre è anche tempo di tirare giù un primo bilancio di quanto accaduto in casa viola da luglio ad oggi. Dopo difesa, centrocampo e attacco è la volta del comparto sportivo e dirigenziale.

PIOLI VOTO Non poteva prendere voti brillanti il tecnico viola. Anche perché per lunghi tratti del girone d'andata di calcio spumeggiante non è che se ne sia visto granché. Anzi. Peggiorare poi il girone d'andata dello scorso anno non era semplice.

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Per sua fortuna davanti non corrono e la zona Europa è ancora a portata di mano. Certo se i suoi attaccanti avessero messo dentro qualche palla in più rispetto alla mole di occasioni create, forse, i giudizi sarebbero stati meno severi.

Dal punto di vista tattico, l'aver perseverato con Veretout basso non ha convinto i più. Così come alcuni cambi a gara in corso non sono piaciuti. È altrettanto vero che la scelta di Milenkovic esterno basso a destra si è rivelata azzeccata.

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Così come è innegabile che dietro le cose funzionino bene anche grazie al suo lavoro sulla fase difensiva. Ed è sicuramente un dato di merito il fatto che in diversi, dai Biraghi ai Milenkovic passando per i Pezzella, Simeone etc abbiano trovato anche la nazionale.

CORVINO-FREITAS VOTO Con Muriel preso praticamente subito il giudizio non può cambiare su chi in estate ha puntato su Edimilson, Pjaca, Gerson e Norgaard rinunciando a Badelj senza sostituirlo in maniera adeguata.

Così come non aver dato a Pioli un vice Simeone. Hancko, Vlahovic sono buone speranze, ma restano tali. Ok solo Lafont di coloro che sono arrivati nell'ultimo mercato. E parzialmente Mirallas. Capolavori le cessioni di Bruno Gaspar ed aver resistito alle tante offerte per i cosiddetti big.

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Anche se su qualcuno le valutazioni adesso sono decisamente al ribasso. Si poteva e doveva fare di più.

SOCIETÀ-PROPRIETÀ VOTO L'occasione per provare a far pace con la piazza c'era. Ma non è stata sfruttata. Già dai discorsi sul settimo posto come ambizione a Moena, che in parte furono travisati.

Ma neanche troppo. La vicinanza alla squadra, a tratti, c'è pure stata rispetto all'assenza totale dei mesi pre scomparsa di Astori. Ma il rendimento non esaltante della Fiorentina non ha certo portato alla pace. Anzi. Il conflitto tifo-proprietà c'è ancora, ed è costante.

Si poteva fare di più sul mercato. E sullo stadio si va ancora per le lunghe. 'Alle grandi vittorie' e 'gli arcobaleni viola' restano solo suggestioni.

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