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Ndour ancora 're di coppe': il gol alla fine è di Piccoli, ma la crescita è incontestabile

Il classe 2004 sempre più centrale per Vanoli: dal suo arrivo a novembre non è sceso in campo soltanto in due partite

Si è calato talmente bene nella parte dell’uomo che non ti aspetti, che alla fine ormai un po’ te lo aspetti. Cher Ndour ha messo ancora una volta lo zampino nella campagna europea della Fiorentina, nella vittoria in rimonta sul campo del Rakow che ha permesso l’accesso ai quarti. Lo ha fatto senza iscriversi al tabellino dei marcatori, ma per un pelo. La Uefa alla fine ha assegnato il gol del momentaneo pareggio a Roberto Piccoli, ‘centrato’ dal tiro di Ndour e così in grado di dare al pallone una traiettoria illeggibile per l’estremo difensore dei polacchi. Chissenefrega, verrebbe da dire, l’importante è che la sfera sia entrata. Anche considerato che le marcature europee dell’ex centrocampista del Psg quest’anno sono già tre.

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IN CRESCITA. Cresce Ndour – che, particolare a volte dimenticato, deve compiere 22 anni a luglio – e continua a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nell’undici di Vanoli. Da quando è arrivato l’ex tecnico del Torino non ha giocato solo due partite, titolare o subentrato che sia: la trasferta di Losanna in Conference per squalifica e quella di Napoli in campionato. Ha resistito anche all’urto del mercato di gennaio, con gli arrivi di Brescianini e Fabbian che sembravano potergli precludere tanto dello spazio che si era guadagnato nel corso dei mesi. Di certo il ragazzo è in crescita anche nel senso che calcisticamente è ancora tutto in divenire: l’impressione è che faccia benino un po’ tutto, ma niente benissimo. Servirà innanzitutto affinare la capacità di sfruttare al meglio il fisico imponente, così come velocemente dovrà imparare a essere meno intermittente all’interno delle partite.

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TIRO DA FUORI. La caratteristica che ha forse messo in risalto più di tutte finora in questa stagione è il tiro da fuori. Due dei quattro gol stagionali sono arrivati dalla distanza: prima la bordata contro il Sigma Olomouc, alla prima della league phase, poi la volée di controbalzo nell’andata contro il Rakow. Aggiungiamoci, se vogliamo, la rete ‘condivisa’ con Piccoli al ritorno, nata da un suo tiro dal limite dell’area. Poi ci sono i tanti tentativi non andati a buon fine, segno di una particolare dimestichezza del classe 2004 nel calciare da fuori. Viene in mente, andando a ritroso in ordine temporale, una bella conclusione nei minuti finali di Fiorentina-Pisa, levata dall’incrocio dei pali dall’estremo difensore neroazzurro Nicolas. Uno dei tanti mattoncini, quello del tiro da fuori, su cui costruire il Ndour che verrà.

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