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Morte Astori, la procura di Firenze chiede il rinvio a giudizio per uno dei medici indagati

Arrivano sviluppi sull’inchiesta per la morte del capitano della Fiorentina Davide Astori. Rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per il medico Giorgio Galanti

La procura di Firenze, scrive Repubblica.it ha chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di omicidio colposo per il medico Giorgio Galanti nell'inchiesta per la morte di Davide Astori. L'ex capitano della Fiorentina, trovato senza vita nella sua camera d'albergo a Udine il 4 marzo dello scorso anno.

Galanti, difeso dall'avvocato Sigfrido Fenyes, è indagato in qualità di direttore sanitario del Centro di riferimento di medicina dello sport dell'Azienda ospedaliero universitaria di Careggi. L'udienza preliminare è fissata il 22 ottobre prossimo davanti al giudice Angelo Antonio Pezzuti.

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Nell'inchiesta sulla morte di Astori insieme a Galanti è indagato anche il collega Francesco Stagno, medico della medicina sportiva di Cagliari, dove Astori ha giocato prima di arrivare alla Fiorentina. Secondo le indagini della procura di Firenze i due medici che hanno certificato, tra il 2014 e il 2017, l'idoneità all'attività agonistica del calciatore sarebbero responsabili perchè, per un concorso di cause tra loro indipendenti, avrebbero provocato il decesso di Astori.

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Ai due medici gli inquirenti attribuirebbero la colpa di aver violato i "protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico". La morte improvvisa del calciatore sarebbe stata originata da una "cardiomiopatia aritmogena diventricolare" tale da determinare il decesso improvviso di Astori.

In particolare a Stagno viene contestato di aver rilasciato ad Astori nel luglio 2014 un certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica in cui si attesta la mancanza di controindicazioni nonostante le indagini abbiano ricostruito che nella prova da sforzo si fossero verificate due extrasistoli ventricolari isolate, non segnalate nel referto.

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A Galanti la procura contesta il rilascio ad Astori di due diversi certificati di idoneità alla pratica del calcio agonistico nel luglio 2016 e nel luglio 2017. Referti rilasciati nonostante, secondo gli inquirenti, fossero emerse nelle rispettive prove da sforzo aritmie cardiache.

Stagno e Galanti sono anche accusati di aver omesso di sottoporre Astori ad altri accertamenti diagnostici più approfonditi sull'origine e sulla cause delle extrasistole, al fine di escludere una 'cardiopatia organica' o una 'sindrome aritmogena'.

Per la procura se la patologia fosse stata diagnosticata mentre si trovava in una fase iniziale ciò avrebbe consentito di interrompere l'attività agonistica di Astori e tramite la prescrizione di farmaci di rallentare la malattia e prevenire l'insorgenza di 'aritmie ventricolari maligne'.

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