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Montella: "Coi dirigenti viola ho ancora un bel rapporto. Avrei voluto fare il mercato di gennaio"

L'ex tecnico viola è tornato a parlare di Fiorentina mesi dopo il suo esonero. E rivela: "La mia squadra stava onorando gli obiettivi. Avrei voluto esserci per il mercato"

L’ex tecnico della Fiorentina Vincenzo Montella è tornato a parlare ai microfoni di SkySport 24 in un’intervista doppia insieme ad un altro ex viola nonché suo vecchio compagno alla Roma, Abel Balbo. CORONAVIRUS. “Sto bene e in questo momento è la cosa primaria, quindi mi sento un privilegiato.

Anche perché conosco persone che sono state colpite dal virus e so che la loro situazione non è facile”. LA 9 A ROMA. “Perché non ho dato la 9 a Batistuta? Per circa un mese si disse che la società aveva promesso la 9 a Batistuta, ma nessuno venne mai a dirmi niente.

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Se mi avessero detto qualcosa forse gliel’avrei anche lasciata. Ma non è mai successo comunque”. ALLENATORE. “L’esperienza da allenatore che mi è piaciuta di più? Mi sono piaciute tutte. Forse la prima alla Roma, quando ci fu il salto dai giovanissimi alla prima squadra.

Ma poi anche le altre, da quella al Catania, fino alla prima a Firenze, a quella col Milan, squadra con la quale sognavo anche di militare da giocatore". FIORENTINA. “Non è facile per me parlarne. Io ho un grandissimo affetto per la Fiorentina e per le persone che ci lavorano, dal presidente a Joe Barone, coi quali ancora oggi ho bel rapporto.

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Così come tutte le persone che lavorano dietro le quinte. Durante la mia ultima parte alla Fiorentina stavamo onorando gli obiettivi, ovvero quelli di far crescere i giovani dando loro valore. Si poteva lavorare bene e mi sentivo di poter lavorare bene.

La società ha fatto poi altre scelte e le ho comprese, anche se mi sarebbe piaciuto incidere sul mercato di gennaio qualora ci fossi stato. Anche perché se ci sono determinate situazioni e compri tanto vuol dire che credi che la squadra debba essere rinforzata".

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BALBO. “Cosa invidio a Balbo? La sua velocità e l’abilità di calciare con entrambi i piedi. Caratteristiche che ho rivisto solo in Enrico Chiesa”. EREDE. “Mi rivedo in Dybala, anche se lui gioca un po' più lontano dalla porta.

Quando allenavo a Catania Lo Monaco mi disse che aveva visto un giocatore che mi assomigliava tanto nella B argentina e io gli dissi: 'Compriamolo subito'. Ma già costava troppo”.

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