Moise vs Edin: nemici-amici. Ora la resa dei conti per conquistarsi il Mondiale
I due centravanti, un tempo compagni di squadra in maglia viola, si sfidano per il Mondiale
Quante cose cambiano in pochi mesi. Tipo, chi si sarebbe mai aspettato che la Fiorentina fosse ancora viva a marzo, se glielo avessi chiesto prima della sosta natalizia? Chi si sarebbe mai aspettato, poi, che Moise Kean si riprendesse con forza e decisione la maglia azzurra, dopo un girone di andata così deludente? E chi si sarebbe aspettato che Edin Dzeko, uno dei leader, nemmeno troppo silenziosi va detto, della Fiorentina a inizio stagione, facesse la valigia a gennaio con un volo di sola andata direzione Germania?
LEADER (?). Da quell’iconica scena che resterà nel film della stagione 2025/26, che vide il bosniaco impugnare il megafono e affrontare una curva imbufalita come un novello William Wallace, ne è passata di acqua sotto i ponti. Dzeko andò pure in mixed zone ad ammettere che si, “facciamo cacare”, senza nemmeno troppi eufemismi. Ed era ora!, esclamò una larga fetta di popolo gigliato, che richiedeva a gran voce la presenza di un leader. Un leader carismatico, d’esperienza, un condottiero che potesse salvarci dal mare in tempesta. Ma Dzeko poi è stato il primo ad andarsene, senza troppi complimenti: se l’unica traccia di sé che ha lasciato è un’arringa, e in campo si è rivelato un ectoplasma, allora qualcosa dev’essere andato storto. L’aspetto curioso di tutto ciò è che l’addio di Edin non ha lasciato un vuoto di potere, tutt’altro: ha responsabilizzato i giocatori che avrebbero dovuto, almeno nel disegno iniziale di Pioli, apprendere qualche trucco in più dall’esperto centravanti bosniaco. Coincidenza o meno, da gennaio in poi le cose sono cambiate, anche e soprattutto per gli attaccanti.
RESA DEI CONTI. Italia-Bosnia non è solo una sfida che sa di verdetto assoluto per le sorti del calcio tricolore. L’onta di non riuscire a qualificarsi per il terzo Mondiale di seguito sarebbe enorme, insostenibile. Ma qui in riva all’Arno è per molti una sfida nella sfida: Moise vs Edin. I due pesi massimi delle rispettive compagini che duelleranno a distanza, memori del brutto periodo vissuto assieme a Firenze, che proveranno ad avere la meglio sull’altro. È una questione di identità, di orgoglio, di riscatto. Ma è anche una sfida tra due pistoleri in grande forma: dal suo arrivo allo Schalke, Dzeko ha messo a segno la bellezza di 6 reti in 8 gare, e 5 reti nelle ultime 6 con la nazionale bosniaca. Kean è invece reduce da un filotto di 5 reti nelle ultime 4 in azzurro, alle quali aggiungendo la doppietta alla Germania dello scorso anno, si ottiene il record di 5 partite consecutive a segno: l’ultimo a riuscirci era stato Schillaci nel 1990. Queste ultime segnature lo collocano al secondo posto (ex aequo con Gilardino a 8 reti) dei giocatori in maglia viola con il maggior numero di gol segnati in Nazionale, dietro Luca Toni, con 10 reti.
E allora, che vinca il migliore. Il popolo viola cerca il riscatto anche grazie al suo condottiero in maglia azzurra.
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