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Moise, dimentica Zenica: sabato è la vera partita da dentro o fuori

Moise ha segnato in nazionale, ma non è bastato. Ora le motivazioni per alzare la testa e vincere sabato

Il rientro di Moise Kean a Firenze non è stato dei più sereni: la batosta subita in Bosnia deve aver lasciato un segno nell’attaccante azzurro che, si spera, sfogherà la frustrazione per la mancata qualificazione ai Mondiali giocando la partita di sabato come la sua “vera” finale. Averlo, magari non al 100%, ma comunque averlo: questa la notizia chiave per la Fiorentina alla vigilia della delicata trasferta contro l’Hellas Verona, in uno scontro diretto che può pesare enormemente nella corsa salvezza.

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ALLARME (IN PARTE) RIENTRATO. Dopo gli impegni con la Nazionale, l’attaccante viola è rientrato al Viola Park per riprendere il lavoro in gruppo, senza particolari allarmi legati alle sue condizioni fisiche. Il fastidio alla tibia, che lo accompagna ormai da settimane, resta un aspetto da gestire, ma non preoccupa lo staff medico: la situazione è sotto controllo e Kean sarà monitorato quotidianamente in vista della gara del Bentegodi. Al momento filtra pessimismo su una sua partenza dal 1' ma, come detto, meglio avere un Moise non al top che non averlo affatto. Sempre se, va sottolineato, la partita di Zenica non abbia lasciato scorie “mentali”, oltre che fisiche.

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BUONA FORMA. Anche dopo l’ultima uscita con l’Italia, impreziosita da un bel gol che però non è bastato per conquistare il pass per i prossimi Mondiali, non sono emerse complicazioni, e il giocatore è pronto a rimettersi a disposizione di Vanoli. Il suo rientro assume un peso specifico enorme non solo per le qualità individuali, ma anche per il tipo di partita che attende la Fiorentina. In una gara che si preannuncia bloccata e fisica, la presenza di Kean offre un riferimento offensivo fondamentale: profondità, capacità di attaccare lo spazio e lavoro spalle alla porta per far salire la squadra. Caratteristiche che il 20 viola ha mostrato contro l’Inter, mettendo sotto scacco la difesa nerazzurra, e che possono diventare decisive contro un Verona compatto e pronto a difendersi basso, aspettando i gigliati come fatto nella gara d’andata del Franchi, poi persa scioccamente nei minuti di recupero. 

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QUALE SOLUZIONE? Resta da capire se partirà dal primo minuto o se verrà gestito a gara in corso, anche alla luce delle energie spese in Nazionale e di un problema fisico che richiede ancora attenzione. Piccoli si rivelerebbe un’opzione più che accettabile (nonché l’unica), anche potendo rilevare un lieve, ma comunque significativo miglioramento nelle sue ultime uscite. Ma al di là delle scelte iniziali, una certezza c’è: Kean è pronto a dare il suo contributo. E in una sfida dove ogni dettaglio può fare la differenza, il suo ritorno rappresenta un’arma in più per i viola nella lotta per la permanenza in A.


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