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Modena, Galloppa: «Bello tornare dopo 10 anni. Dopo Mainz qualche giocatore mi aveva chiesto di restare»

Le dichiarazioni dell'ex allenatore della Primavera viola in conferenza stampa

L'ex allenatore della Fiorentina Primavera, Daniele Galloppa ha parlato nella conferenza stampa di presentazione al Modena. Queste alcune delle sue dichiarazioni: «Fa strano, ma è bello tornare qui dopo dieci anni. Ho avuto la fortuna di lavorare sei anni per la Fiorentina e mi sento di ringraziare una società che mi ha fatto crescere tanto e tutte le persone che mi sono state accanto e che hanno lavorato con me. Ringrazio anche la famiglia Rivetti che mi ha dato questa grande opportunità. Modena è un ambiente in cui mi sono trovato bene, anche se calcisticamente per me non andò così bene. Sono emozionato per l’inizio di questo nuovo percorso, anche contento e orgoglioso. La società ha detto che devo essere me stesso e questo per me è fondamentale. Passare da una Primavera ad una Serie B di questo livello è un salto grande, ma a prescindere dalla vittoria dello scudetto era finito per me quel percorso. Ho detto di sì al Modena per tantissimi motivi. Per la serietà della persone, perché Modena è una piazza ambiziosa e in più abito ad un’ora e mezza da qui e avere la possibilità un giorno alla settimana di tornare a casa è importante e, secondo me, ti fa anche allenare meglio».

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MERCATO. «Con la società stiamo parlando di caratteristiche e di funzionalità dei giocatori. Io sono sempre stato per l’idea che devi cercare l’abito migliore per i giocatori che hai a disposizione. Non mi appassiona il fatto di dover fare decidere agli altri l’andamento della partita, anche se incontreremo squadre forti e situazioni di questo tipo, ma il concetto è quello di essere protagonisti e scrivere noi la storia. Ho sempre visto così questo mestiere e proverò a portarlo anche qui».

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DA GIOCATORE AD ALLENATORE. «Non mi sono mai sentito in debito con il calcio, anche se ho avuto quattro rotture del crociato in sei anni. Mi sento ricco sotto tanti aspetti perché passare quei momenti lì ti fa crescere, se non avessi passato quei momenti oggi non sarei stato in grado di accettare una proposta come questa. Le cose bisogna andarsele a prendere. Vorrei creare qualcosa di incredibile qui. La difficoltà più grande è la gestione delle pressioni perché rispetto alla Primavera cambiano e anche il relazionarsi con giocatori più strutturati. Io e lo staff dovremo essere bravi a creare empatia con loro. Questi sono i pensieri più grandi che ho. Per il resto, la metodologia, l’idea e l’identità di squadra sono chiare».

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CONFERENCE LEAGUE. «E’ stato molto breve, ma mi sono reso conto che non è per tutti. Soprattutto in quel momento, le pressioni erano altissime. Dopo tre giorni, alcuni giocatori mi avevano chiesto di rimanere e significa che forse qualcosa, seppur in poco tempo, avevo trasmesso. Era veramente difficile stare dentro a quella situazione».

PSICOLOGO. «Pensavo di essere forte, ma un certo punto dopo tutto quello che ho passato mi sono resto conto che avevo bisogno di aiuto. Siamo esseri umani, abbiamo le nostre difficoltà, paura e punti di forza. Ognuno si porta dietro il vissuto. Quello che ho passato mi può aiutare. Mi hanno mandato messaggi ragazzi con cui ho giocato qui a Modena che non sentivo da anni, mi hanno scritto cose bellissime e questo mi ha fatto grande piacere. Ricordo che allora volevo supportare mister Crespo, chiusi lo spogliatoio e parlai a cuore aperto ai miei compagni per stimolarli, ma purtroppo poco dopo mi sono fatto male. E i ragazzi hanno risentito di questo momento mi hanno detto e questo è quello che mi porto dentro».

 


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