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Manifesta superiorità: addio ai gridi di battaglia della vigilia. Difficile ora pensare all'Europa

Alla vigilia tante speranze, ma sul campo poco coraggio. La Fiorentina si consegna ai bianconeri, ora è crisi.

Tanto rumore, per nulla. Con tanti saluti alle belle speranze e ai gridi di battaglia della vigilia. La Fiorentina (dopo cinque pareggi consecutivi) si è consegnata alla Juve, alla prima sconfitta interna della stagione, e alla crisi.

O qualcuno conosce un altro termine per definire il momento? Niente vittorie da due mesi (abbondanti), il gol che resta una chimera, un entusiasmo che si è lentamente trasformato in ansia. La classifica, sempre più triste, è la logica conseguenza.

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Così scrive il Corriere Fiorentino. POCO CORAGGIO. Difficile, ora come ora, pensare all’Europa. Servirebbe una scossa, fin da domenica prossima nello scontro diretto col Sassuolo ma, oggettivamente, la squadra vista ieri lascia poco spazio all’ottimismo.

Resta il ricordo di uno stadio pieno come non si vedeva da una vita, e la coreografia in ricordo di Riccardo Magherini. Il resto, è Juve. Pioli, se l’è giocata come da previsioni. Gerson nel tridente compreso. Doveva gettare il cuore oltre l’ostacolo, la Fiorentina.

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Affidarsi al cuore, alla cattiveria. E invece, niente. Ordinati, si, disciplinati, ok, ma ritmo lento e poco coraggio. Il modo migliore, per intendersi, per permettere alla Juve di essere se stessa.

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