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Lopez a VI.IT: "La classifica del Cagliari non mente. La salvezza conquistata a Firenze il ricordo più importante"

Le dichiarazioni in esclusiva dell'ex capitano e allenatore del club sardo alla vigilia della gara in programma alle 12,30 alla Sardegna Arena

È un legame forte quello tra la Sardegna e l'Uruguay. Nella storia sono stati ben 18 i giocatori uruguaiani a vestire la maglia rossoblù. Di questi, solo uno ha difeso i colori sia da capitano, che successivamente da allenatore.

Stiamo parlando di Diego Lopez, attuale allenatore del Peñarol, che da calciatore ha vissuto 12 anni nel capoluogo sardo, e da allenatore ha collezionato 64 panchine. Alla vigilia della partita di domani tra i viola di Montella e il Cagliari di Maran, El Memo ha parlato in esclusiva a LaViola.it:Ha lasciato il Cagliari dopo la salvezza conquistata a Firenze nel 2018, cosa prova a vedere il Cagliari in questa posizione in classifica?

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"Fa piacere perché prima di tutto sono sempre stato tifoso di questa squadra. Ho vissuto lì per tanti anni, quindi è una cosa bella per me vedere il club in quella posizione di classifica. Questa è tutta un'altra storia e tutta un'altra squadra rispetto a quella che ho allenato io.

Credo che il presente e il futuro del Cagliari sia da metà classifica in su, quindi la classifica attuale non mente, ma dica al verità". Crede sia giusto di parlare di obiettivo Europa per questa squadra? "Penso di sì. Il campionato è lungo ma la squadra è quadrata e sta bene.

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Non vedo il perché non si possa parlare di questo obiettivo qui. Dando continuità ai risultati, penso che si possa incrementare questo sogno che vive il Cagliari". Da esterno, colpisce molto il calore della tifoseria, soprattutto dopo le imprese con Napoli e Atalanta...

"Credo che sia positivo tutto questo. Il Cagliari sta facendo bene non solo in casa ma anche in trasferta. È una squadra che va a giocarsela ovunque e non ha paura di niente. Penso che questo entusiasmo sia contagioso e la gente dimostra così la sua vicinanza alla squadra.

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Il tifoso del Cagliari ha voglia di vedere la squadra in alto e credo che tutto questo sia merito del presidente, per tutto quello che ha fatto per il Cagliari. Parlo sinceramente e penso agli acquisti come quello di Oliva, a segno nell'ultima partita e arrivato la scorsa stagione per venir fuori quest'anno.

Gli altri acquisti sono stati tutti importanti e danno ragione al presidente". Qual è il ricordo che la lega maggiormente a Cagliari-Fiorentina? "La partita giocata a Firenze che voleva dire salvezza o Serie B. Una delle partite più importanti vissute come allenatore del Cagliari.

Una partita nella quale sapevamo di avere un solo risultato contro una squadra che lottava per andare in Europa League. Non era per niente semplice perché la Fiorentina è sempre una bella squadra e anche in quel momento aveva un obiettivo chiaro.

Le partite di fine campionato sono sempre molto tirate e mi ricordo che quel giorno al Franchi faceva molto caldo. Non è stato facile ma i giocatori penso che abbiano dimostrato di avere il livello per giocare in Serie A e restarci".

Inevitabilmente la partita di domani sarà anche quella del ricordo di Astori... "Penso che da quel momento, questa sarà sempre una partita speciale per entrambe le squadre. Tutte e due le città hanno conosciuto Davide. Penso che sia giusto ricordarlo come ha fatto Simeone.

Tutti quelli che hanno conosciuto Davide ricordano il suo sorriso. È stata una persona bella e l'ho detto anche dopo aver conosciuto i genitori. Da compagno e da allenatore non li avevo conosciuti, però dal momento in cui li conosci ti rendi conto perché Asto era una così bella persona".

Tornando al campo, cosa ne pensa di questa Fiorentina? "Sinceramente, non l'ho seguita molto e ho visto solo i gol. Però penso che abbia giocatori di qualità che portano entusiasmo, e che sia una buona squadra. È rimasto Chiesa ed è una squadra che può far benissimo.

Penso che può stare benissimo anche lei da metà classifica in su". Quindi la vede come una sfida anche in chiave europea? "Sì, il Cagliari è una squadra da temere perché ha vinto partite fuori casa. Una squadra da rispettare perché in qualsiasi momento possono segnare non solo con gli attaccanti ma anche con i centrocampisti".

A Firenze questa estate è arrivato il suo connazionale Caceres... "Lo conosco personalmente e l'ho affrontato sia da giocatore che da allenatore. Quando prima parlavamo degli acquisti della Fiorentina, credo che lui sia stato un acquisto importante perché può giocare in tanti ruoli ed è molto affidabile.

Conosce il calcio italiano. Non è un anziano ed è tuttora un giocatore della nazionale uruguaiana. Un bravissimo ragazzo che dà tutto ogni volta che scende in campo: non molla mai e trasmette tanto alla squadra". Nel Cagliari invece si sta mettendo in mostra Oliva, che lei aveva suggerito alla società rossoblù...

"Oliva lo conosco molto bene perché giocava nella nostra squadra rivale, il Nacional. Un giocatore che aveva già mostrato nel nostro campionato un altro livello. Il tempo di adattamento penso sia stato normale perché non è semplice venire dal calcio uruguaiano e capire subito quello italiano.

Ci vuole sempre un po' di tempo per capire questo calcio che non è semplice per nessuno. È importante che lui adesso conosca il campionato, la lingua e che si sia inserito bene. È normale che se il Cagliari è interessato a un giocatore uruguaiano venga a chiedere a me un'opinione.

Soprattutto mi chiedono come sono come ragazzi, perché poi come giocano lo sanno già". E poi c'è Nandez che sta rispettando le aspettative che c'erano su di lui... "Lui invece si è adattato subito. Un giocatore che arriva dal calcio argentino, che ha molta personalità.

Ha molta corsa e ha qualità tecniche importanti, si può adattare a diversi ruoli in base a quello che chiede l'allenatore. In Nazionale l'ho visto giocare nel 4-4-2 sia come esterno che da interno. Ha qualità e quantità. È un giocatore molto importante e sono contento che sia al Cagliari".

Come prosegue la sua avventura al Peñarol? Si è parlato anche di un suo possibile ritorno in Italia... "Abbiamo vinto l'Apertura e adesso siamo al secondo posto nel Torneo Clausura, a un punto dalla prima. Mancano cinque giornate alla fine ma è ancora tutto in ballo.

Abbiamo tutte le carte in regola per vincere come abbiamo fatto l'anno scorso. È vero, negli scorsi giorni ho parlato con il presidente Cellino per tornare in Italia, al Brescia. Sono contento che ci sia stata questa chiamata da parte sua, ma sapevo anche che sarebbe stato molto difficile per me lasciare il Peñarol.

Il mio contratto scade a dicembre e siamo quasi alla fine del campionato qui, quindi la chiamata dall'Italia è arrivata in un momento un po' complicato". Nell'ultima giornata di campionato ha segnato il suo primo gol Facundo Pellistri, classe 2001 di cui si parla già un gran bene...

"Una punta esterna molto veloce e bravo tecnicamente. Secondo me si deve ancora completare. Ha 17 anni ed è ancora molto giovane. Sta giocando già in Prima Squadra in un club come il Peñarol dove c'è sempre l'ambizione di vincere tutto.

Secondo me verrà fuori tra 2-3 anni, ma sta migliorando sempre. Ha un enorme futuro. È sempre difficile con i giovani ma qua c'è un gruppo con ragazzi più esperti che li aiutano".

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