Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

La salvezza c'è, l’atteggiamento no. Roma potrebbe essere stata il capolinea di Vanoli

Una prestazione horror, in linea con quelle di inizio stagione: tutto ciò che il tecnico doveva evitare per sperare nella conferma

L’episodio più importante della partita della Fiorentina all’Olimpico contro la Roma è arrivato circa mezz’ora prima del fischio d’inizio. Quando dallo Zini di Cremona è giunta la notizia più attesa: 1-2 Lazio, rimonta completata sulla Cremonese con il gol di Noslin al secondo di minuto di recupero. Un favore gigantesco alla causa salvezza viola, da parte – ironia della sorte – del chiacchieratissimo Maurizio Sarri.

sponsored

ACCONTENTATI. Da quel momento in poi, il film della serata è proceduto di conseguenza: la Fiorentina ha scelto di accontentarsi dei suoi nove punti di vantaggio sulla Cremonese – che, a tre giornate dal termine, a meno di ribaltoni estremamente improbabili, significano salvezza certa – e di rimandare la ricerca del punto dell’aritmetica a sei giorni dopo, quando al Franchi arriverà il Genoa. Di fatto, quindi, rinunciando a giocare la partita che la vedeva opposta a una squadra, la Roma di Gasperini, ben più affamata, galvanizzata dai passi falsi di Milan e Juventus del giorno prima e per questo alla caccia di punti pesantissimi per la corsa Champions. Il risultato? Fin troppo scontato. Viola già seppellita da tre reti dopo soli 34’ e schiantata per 4-0 al fischio finale.

sponsored

COLPEVOLI O NO, CONTA POCO. «Se ha influito la vittoria della Lazio? Potrebbe essere stato inconsciamente un fattore. Se lo è stato, abbiamo sbagliato», ha sentenziato Paolo Vanoli ai microfoni di DAZN a partita terminata. Ammettendo, dunque, quello che è parso chiaro agli occhi di tutti. Ovvero che la sconfitta della Cremonese abbia rilassato i calciatori gigliati al punto di scendere sul prato dell’Olimpico senza neanche lottare. Un po’ più cauto è stato Nicolò Fagioli, che alla stessa domanda non ha voluto dare risposta certa: «Non ne ho idea se ci abbia condizionato. Non lo so davvero». In ogni caso, anche in assenza della pistola fumante, si può sottolineare come l’atteggiamento della Fiorentina nel match contro la Roma sia da condannare, influenzato o meno della notizia da Cremona. A maggior ragione a salvezza di fatto ottenuta. A maggior ragione dopo un finale di stagione in crescendo.

sponsored

LE RESPONSABILITÀ DI VANOLI. E qui veniamo alle responsabilità di Vanoli. Difficile immaginare che l’ex tecnico del Torino non stia spendendo ogni residuo di energia nel suo corpo per la causa viola (e, soprattutto, per la sua causa personale, alla caccia di una difficile riconferma per la prossima stagione). Apparentemente, però, non è riuscito a trasmettere questa sua volontà di lasciare tutto sul campo ai suoi calciatori, che sono sembrati più attenti a non sprecare ‘inutili’ energie in un ambiente complicato come quello dell’Olimpico, per poi timbrare il cartellino salvezza contro il ben più abbordabile – sia per valore che per obiettivi – Genoa. Magari, non sorprenderebbe, con uno scialbo 0-0.

CAPOLINEA. La salvezza arriverà, su questo ormai non c’è alcun dubbio. Anche la scaramanzia a questo punto risulta ridondante. Probabilmente, però, la giornata di ieri potrebbe aver dato un altro importante verdetto sul futuro prossimo viola. Perché, anche a permanenza in Serie A acquisita, il destino di Vanoli sembra segnato. D’altronde, voltata una volta per tutte questa funesta pagina della storia gigliata, a chi siederà sulla panchina gigliata verrà richiesto qualcosa di più – molto di più – rispetto alla desolante mediocrità che si è vista in campo a Roma, e più in generale lungo tutto il corso di questa sciagurata stagione. Un qualcosa di più che Vanoli, al netto del duro lavoro con cui ha portato fuori la Fiorentina da una situazione che sembrava compromessa e di cui gli va dato atto, non è evidentemente riuscito a tirare fuori dai suoi ragazzi.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento