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La Fiorentina resta in silenzio... i tifosi invece no

Dura presa di posizione della Curva Fiesole al termine di una stagione, anche stavolta, ava di soddisfazioni per i tifosi

Firenze alza la voce e chiede risposte alla Fiorentina, che invece si lecca in silenzio le ferite dopo la sconfitta in Conference League contro l’Olympiacos e aspetta l’ultimo atto della stagione, il recupero di domani pomeriggio a Bergamo con l’Atalanta.

Scrive Tuttosport. Sarà il momento per stilare il bilancio di questo lungo anno prima di voltare pagina con un nuovo direttore sportivo ad affiancare Pradè e un nuovo allenatore - individuati in Goretti e Palladino - e una rosa da ricostruire. La società lavora sotto traccia per il futuro, mentre il giorno dei ragionamenti sembra fissato per martedì, quando la dirigenza prenderà la parola.

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In queste ore invece nessun tesserato ha più parlato, neanche tramite i social, complici i due giorni liberi concessi alla squadra dopo che giovedì, di ritorno da Atene, all’aeroporto era stata prelevata sottobordo evitando così qualsiasi confronto.

Anche il presidente Rocco Commisso, subito rientrato a Firenze senza rilasciare dichiarazioni post gara, si è chiuso appunto nel silenzio, come il resto della dirigenza.

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Il silenzio prolungato però non è piaciuto ai tifosi viola

Anzi, ha contribuito ad aumentare il malumore per una finale sulla quale si era concentrata tutta la stagione ma non giocata con il “fuoco dentro” promesso da Italiano alla vigilia a dispetto di quasi 50mila persone che, tra stadio Franchi, Viola Park e soprattutto Atene, avevano affrontato sacrifici e peripezie varie per rispondere presente.

«I conti si fanno alla fine e la fine è arrivata - è il comunicato della Curva Fiesole, cuore pulsante del tifo organizzato -. Avevamo promesso sostegno incondizionato fino alla fine della stagione, spinti dalla speranza e dalla voglia di coronare un sogno tutti insieme.

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Certamente da parte nostra questo non è mai mancato. Sostegno che purtroppo non è stato ricambiato». E se alcuni giocatori vengono accusati di aver avuto «un atteggiamento indegno» e dunque di essere «complici del fallimento di mercoledì, dimostrando di essere uomini senza attributi e senza alcun rispetto per una città e per il suo popolo», nel mirino c’è soprattutto la dirigenza, rea di non aver pigiato sull’acceleratore con acquisti di qualità (sono arrivati solo i prestiti di Faraoni e Belotti, mentre sono stati ceduti Mina in difesa e alcuni giovani inutilizzati) quando la Fiorentina ne aveva bisogno per cullare il sogno Champions, svanito partita dopo partita.

«La società Fiorentina, nel mercato di gennaio, non ha avuto né la voglia né il coraggio di andare a migliorare una squadra inaspettatamente quarta in classifica e in corsa su tre competizioni, e questo di certo non lo abbiamo dimenticato».

E, ancora: «Siamo convinti che la sconfitta di Atene sia frutto di una pessima gestione sportiva e una assenza di programmazione che va avanti da anni. Ora la pazienza è finita. È arrivato il momento delle risposte, e pretendiamo che la presidenza chiarisca velocemente quali siano i reali obiettivi sportivi della società Fiorentina, perché Firenze non festeggia per degli ottavi posti, e soprattutto non gioisce per la coppa del fair play finanziario».

L’appello è proprio al presidente Commisso al quale la tifoseria chiede «di investire seriamente affidandosi a dirigenti competenti per dar vita ad un progetto sportivo serio e all’altezza di questa città».

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