Italiano comincia a trovare certezze nella formazione, esterni a parte. Contro una Juve ferita grande occasione, ma tante insidie
Contro una Juventus ferita c'è una grande occasione per la Fiorentina, ma la sfida presenta tante insidie
Chi avrebbe mai scommesso nel giorno della stesura dei calendari di arrivare alla sfida più attesa dai fiorentini contro la Juventus in vantaggio di tre lunghezze sugli odiati rivali? Tanto è cambiato in pochi mesi. La Fiorentina di Italiano che intrigava nel precampionato estivo si è confermata anche in campionato, con un gioco piacevole e remunerativo dal punto di vista dei risultati, nonostante il gruppo sia per larga parte lo stesso dello scorso anno.
Non è una Fiorentina schiacciasassi ma una squadra che, Venezia a parte, ha dimostrato di essere capace di vincere le partite contro chi sulla carta è abbordabile. La vittoria con lo Spezia ha confermato questo trend. Un netto 3-0 maturato dopo una prima parte di gara bloccata, ma la Fiorentina già prima del rigore che ha indirizzato la partita aveva dato l'impressione di poter fare male agli avversari da un momento all'altro.
Non una dote da poco, quella di vincere le partite da vincere, se si pensa al trend dei viola nello scorso campionato. Dopo undici giornate, nella staffetta Iachini-Prandelli, la Fiorentina aveva già persocontro Sampdoria e Benevento e pareggiato controSpezia, Parma e Genoa.
Non stupisce nessuno che la squadra di Italiano abbia 9 punti in più dell'anno scorso, ma non va dato per scontato. Atalanta a parte, il neo resta con le big. Quelle che ormai noiosamente tutti chiamiamo 'sette sorelle' rifacendoci a una terminologia degli anni 90 in cui peraltro rientrava anche la stessa Fiorentina.
L'assalto all'élite del calcio italiano deve passare anche dal fare risultato con le grandi e la classifica del prossimo avversario dei viola, si diceva, potrebbe indurre a pensare che sia un'impresa più che abbordabile. Non è proprio così.
Certo, è oggettivo che la Juventus non sia più la macchina da guerra che ha vinto nove scudetti di fila. Non è solo una questione di mancanza di motivazioni: l'organico bianconero di questa stagione non è paragonabile a quello delle corazzate che ammazzavano la Serie A dopo poche giornate.
Tuttavia, la rosa di Allegri resta di tutto rispetto, piena di campioni e pericolosissima perché estremamente ferita nonostante la rotonda vittoria in Champions League contro lo Zenit. Pericoli numeri uno Dybala fresco di doppietta e dato in grande forma e ovviamente Federico Chiesa, l'ex che dalle parti di Firenze non si sono affatto dimenticati.
Dal canto proprio, Italiano potrà contare su un Vlahovic in versione super. A prescindere da tutto ciò che è successo fuori dal campo e che porterà inevitabilmente a una separazione rumorosa e dolorosa, una cosa è evidente. Dusan sul rettangolo verde non ha mai 'tradito' la Fiorentina, dando sempre l'impressione di essere un giocatore che non risparmia neanche una goccia di sudore.
Se a ciò si aggiungono delle doti innate fuori dal comune (e ancora in miglioramento), ci si accorge di avere tra le mani uno dei centravanti più forti d'Europa. Lasciarlo andare a gennaio sarebbe pericolosissimo per le ambizioni di una squadra che sta iniziando a flirtare con le prime sette posizioni della classifica.
Non solo l'insostituibile Vlahovic: Italiano comincia a trovare una formazione tipo anche per il resto dell'organico. La coppia di difensori centrali sembra finalmente essere stata trovata, con Martinez Quarta designato titolare accanto all'inamovibile Milenkovic.
Causa infortunio di Pulgar e limiti di Amrabat, il posto da regista titolare se l'è preso Torreira, che migliora di partita in partita grazie alla crescita della condizione fisica e soprattutto del feeling coi compagni e con l'allenatore.
Inamovibile Bonaventura, per l'altro posto da mezzala titolare Castrovilli è apparso in crescita dopo il rientro dall'infortunio. Da lui ci si aspetta ancora di più ma è chiaro che è il candidato numero uno per rientrare nei titolarissimi.
Sugli esterni la vera sorpresa è Saponara, fin qui di gran lunga il più incisivo tra i compagni di reparto, Gonzalez a parte. A proposito di Nico, le speranze di averlo a disposizione contro la Juventus calano di giorno in giorno, ma non è ancora impossibile che possa negativizzarsi in tempo per prendere parte alla sfida.
Certo, se ciò accadesse venerdì, un giorno prima della partita, sarebbe difficile trovarlo tra i convocati visto che non si allena dal 26 ottobre. Il suo recupero in vista della Juve sarebbe vitale, perché si è capito che c'è una Fiorentina con Gonzalez e una senza.
Questo perché la zona in cui i viola fin qui hanno mostrato più difficoltà è proprio quella degli esterni alti. Ruolo chiave per Italiano, tanto da essere l'unico per il quale il tecnico si espose pubblicamente durante l'estate.
Le richieste dell'allenatore non sono state accontentate società, e ora ci si ritrova in difficoltà in quella zona di campo. E meno male che, oltre alla certezza Gonzalez (che però fin qui per varie ragioni ha giocato troppo poco) c'è stata appunto la sorpresa Saponara.
Il problema è che il fantasista ex Empoli storicamente è soggetto a numerosi fastidi fisici e non può considerarsi affidabile sotto questo punto di vista. Inoltre, è ancora tutto da testare nelle partite in cui i ritmi sono alti e la Fiorentina non riesce a comandare il gioco dall'inizio alla fine.
Resta il fatto che, ancor più se dovesse mancare Gonzalez, Ricky nella sfida dell'Allianz Stadium resterebbe uno dei pochi capaci di dare imprevedibilità alla fase offensiva dei viola. Deludenti fin qui gli altri due esterni, Callejon e Sottil.
Lo spagnolo ha perso sicurezza nei propri mezzi, il timore è che abbia imboccato la via del tramonto sulla propria carriera calcistica ad alti livelli. Non può certo bastare l'assist del 3-0 contro lo Spezia (il primo stagionale) per toglierci questo dubbio.
L'unico che può smentirci è lui stesso, ma il tempo scorre. Per l'italiano classe 1999 il discorso è completamente diverso: la sua carriera è appena agli inizi e al ragazzo va lasciata la possibilità di sbagliare. Urge tuttavia cominciare a vedere dei progressi, perché in questo primo quarto di stagione non se ne sono visti.
In campo si vede sempre un giocatore dalle doti atletiche impressionanti, che però sbaglia sempre la scelta decisiva, vuoi per paura di fare la giocata vuoi per ingenuità. In caso di forfait di Nico, a Torino toccherà a uno dei due.
E occorrerà dimostrare molto di più di quanto visto fin qui in stagione. Si dice che la sfida contro la Juventus si prepara da sola, con l'atmosfera che si respira a Firenze che coinvolge ed elettrizza anche i giocatori. Certamente sarà così anche stavolta, ma Italiano dovrà metterci tanto del suo per respingere l'impeto di una squadra in difficoltà ma ferita e furiosa.
Un risultato positivo a Torino potrebbe cambiare le prospettive di stagione della Fiorentina. Anche in questo caso, i viola rispetto ai bianconeri non hanno nulla da perdere e tutto da guadagnare.



Lascia un commento