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In uno scialbo pomeriggio brilla la luce delle stelline Montiel e Vlahovic

L'ingresso in campo di Vlahovic e Montiel unica nota lieta in un pomeriggio grigioscuro. Personalità da vendere per entrambi, dove devono crescere?

In una gara che ha sancito l'ennesimo pareggio stagionale della Fiorentina (siamo a 15), suffragato da una prestazione senza infamia e senza lode, negli ultimi minuti di gara due ragazzini sono riusciti a strappare qualche sorriso ai tifosi viola.

Si tratta di Dusan Vlahovic e Tòfol Montiel: il primo tornato a calcare i campi dei grandi dopo oltre tre mesi dalla prova insufficiente col Sassuolo, il secondo all'esordio assoluto in Serie A. Entrambi classe 2000, entrambi considerati i migliori prospetti militanti nella Fiorentina Primavera.

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VLAHOVIC. Con il Torino il serbo è entrato al 66' al posto di Muriel e inizialmente ha pagato l'atteggiamento rinunciatario della squadra, trovatasi disorientata senza la qualità del colombiano che, seppur a mezzo servizio, aveva dato il là a tutte le azioni più pericolose dei viola.

Dopo qualche minuto di assestamento, però, Dusan ha mostrato la sua personalità, iniziando a difendere i palloni per offrire sponde ai compagni e soprattutto provando una rovesciata che ha meritato gli applausi del pubblico del Franchi.

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MONTIEL. Ancor più atteso era l'esordio in Serie A del talentino spagnolo, arrivato all'85'. L'ex Maiorca ha avuto un ottimo impatto nei pochissimi minuti disputati, impatto del quale ha giovato lo stesso Vlahovic: da un suo cross al bacio il serbo stava per mandare in rete quello che sarebbe stato il gol vittoria e uno spot magnifico per il calcio e la Fiorentina.

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La sua personalità e le sue qualità tecniche sono emerse anche nel campo dei grandi, insieme ad una sana incoscienza giovanile, tanto che il suo ingresso ha aiutato la Fiorentina a ricacciare nella propria area di rigore il Torino, cercando più volte il gol vittoria nei minuti finali.

DOVE CRESCERE. La strada per Vlahovic e Montiel è però appena iniziata, ci sono tanti angoli da smussare per dimostrare di essere giocatori di prima fascia. L'ex centravanti del Partizan ha già un fisico da professionista, ma nel confronto coi grandi è apparso ancora troppo macchinoso e lento nelle scelte.

Se saprà velocizzare le decisioni in campo e sgrezzarsi tecnicamente, avremo di fronte a noi il futuro centravanti della Fiorentina. Per quanto riguarda Montiel, invece, il limite più evidente al momento è proprio il fisico esile.

Non si parla di altezza, ma di massa muscolare praticamente assente. Quando si arriva a questi livelli la tecnica individuale non può più bastare. Tuttavia, la carta d'identità ci suggerisce che Tòfol ha tutto il tempo per 'esplodere' fisicamente e farsi trovare pronto a reggere i duri contrasti della massima serie.

PERCHÉ PUNTARCI ANCORA. In una stagione mediocre, appesa ad una sola partita decisiva, Montiel e Vlahovic possono essere una delle poche note liete di un finale di stagione anonimo e senza obiettivi. Con la mossa di ieri mister Pioli sembra andare in questa direzione e non è escluso che qualche altro Primavera possa trovare la gioia dell'esordio in Serie A.

Parliamo del centrocampista Beloko, di un Meli al momento infortunato ma sempre molto apprezzato dal tecnico gigliato; magari dell'esterno destro Ferrarini, che sta disputando un'ottima stagione. In una società in pieno regime di autofinanziamento, con una rosa dimostratasi al di sotto delle aspettative, alle battute finali di una Serie A alla quale ormai la Fiorentina non ha più nulla da chiedere, la valorizzazione dei propri talenti sembra essere l'unica magra consolazione.

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