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In Polonia vietato sbagliare. Le gare di ritorno portano insidie

La Fiorentina dovrà stare attenta nel match di domani sera a non depauperare il vantaggio accumulato sugli avversari

Gare di ritorno, che passione: i tifosi della Fiorentina hanno avuto 100 e uno motivi, soprattutto nella stagione corrente, per temere il peggio. Tra partite complicatesi inutilmente, o altre in cui la squadra non sembrava affatto dare segnali di vita e di reazione, se c’è una competizione che ha esposto uno dei difetti più evidenti della Fiorentina, ovvero il calo di concentrazione, è la Conference. In particolare, le sfide a eliminazione hanno quasi sempre visto la Viola dominare l’andata, per poi rischiare di buttare via il vantaggio accumulato nel turno successivo.

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NON SPRECARE IL VANTAGGIO. La Fiorentina di quest’anno, chiaramente, dà poche garanzie. Un percorso pieno di buche e inciampi può sicuramente minare la capacità di tenere il risultato di una squadra, che solo recentemente (e in parte) ha ritrovato la serenità necessaria per affrontare un finale di stagione che si preannuncia rovente e carico di aspettative. La Conference, in quest’annata maledetta, è stata vissuta dai più come un impiccio, un impegno di troppo. Ma giunti agli ottavi, è fondamentale continuare a credere nella coppa e nella possibilità di raggiungere la tanto agognata finale di Lipsia. Il vantaggio sul Rakow, seppur minimo, ottenuto nella gara di andata grazie alla perla di Ndour e al rigore trasformato nel recupero da Gudmundsson, deve rimanere ben saldo tra le mani di Vanoli e i suoi, per non ripetere gli errori (ormai cronici, pare), che questa squadra ha commesso in Conference, anche nelle precedenti gestioni.

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BRUTTO VIZIO. Già dalla prima partecipazione nella terza coppa per club della UEFA (2022-23), i Viola mostrarono segni di cedimento: contro i portoghesi del Braga, ai sedicesimi, gli uomini allora guidati da Vincenzo Italiano rischiarono nella gara di ritorno del Franchi di depauperare un vantaggio di 3 reti accumulato in Portogallo. Ai quarti accadde lo stesso, stavolta per mano del Lech Poznan (1-4 viola fuori casa, poi sotto di 3 reti al Franchi fino ai gol di Sottil e Castrovilli al 92’), e pure in semifinale con il Basilea, che costrinse i viola ai supplementari. La stagione successiva, fu il Brugge a dare non pochi grattacapi ai viola, costretti a strappare il pass per la finale di Atene con un rigore trasformato da Beltran praticamente allo scadere. È un brutto vizio europeo, quello che da tempo si trascina la squadra viola, contando anche la rimonta sfiorata dallo Jagiellonia nello scorso turno. È difficile pensare se sia solo una questione di concentrazione, di scarsa preparazione tattica, o di sottovalutazione dell’avversario. O magari, una combinazione di tutti questi tre elementi.

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Ciò che appare chiaro, è che la Fiorentina domani dovrà (con le seconde linee o meno) affrontare il match dell’ArcelorMittal Park di Sosnowiec (“nuova casa” del Rakow per le sfide europee) con la massima attenzione, e regalare ai suoi tifosi un quarto di finale che, forse, sa di rinascita. Il vantaggio della Fiorentina è quello di non aver fallito lo scontro salvezza di lunedì contro la Cremonese: sulle ali dell’entusiasmo, sarà, si spera, una gara di ritorno diversa dalle altre.


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