Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Il peso della Regione Friuli sul rinvio. Spadafora: "Non accettabili visioni di parte"

Il no definitivo del presidente della Regione Friuli tra i punti che hanno portato a rinviare le 5 partite. Le parole del ministro...

LSerie A è nel caos dopo che ieri all’ora di pranzo la Lega ha disposto il rinvio al 13 maggio delle 5 gare (Udinese-Fiorentina di ieri; Milan-Genoa, Parma-Spal, Sassuolo-Brescia e Juventus-Inter di oggi) che giovedì alle 22 aveva confermato si sarebbero disputate regolarmente, ma a porte chiuse.
sponsored

Il calendario, con tutti i recuperi che sono stati programmati (e ne mancano da fissare due, Inter-Sampdoria e Atalanta-Sassuolo), è diventato una specie di Sudoku. E la situazione potrebbe diventare ancora più complicata dopo il prossimo week end se il criterio adottato sarà lo stesso (ovvero rinvio) per le partite da giocare senza pubblico.

Così scrive Il Corriere dello Sport.

RINVIO LAST MINUTE.  Nel comunicato ufficiale la Lega ha motivato il rinvio dei match «con il susseguirsi di numerosi interventi normativi urgenti da parte del Governo per rispondere a questa straordinaria emergenza a tutela della salute e della sicurezza pubblica», ma a spingere verso questa decisione ci sono stati anche altri quattro fattori: 1) il no definitivo del presidente della Regione Friuli a disputare ieri anche a porte chiuse Udinese-Fiorentina, 2) l’esigenza di tutelare gli abbonati e coloro che avevano già acquistato i biglietti per gli incontri poi “blindati”, 3) la volontà di salvaguardare incassi importanti per le società coinvolte, 4) l’interesse di dare un’immagine positiva del nostro calcio nel mondo: vedere Juve-Inter giocata nel deserto in un'ottica di valorizzazione dei diritti tv per l’estero sarebbe stato un autogol.

sponsored

Tutto vero, ma a questa decisione si è arrivati troppo tardi. L’OK DEL MINISTRO.  Il ministro per lo Sport, Vincenzo Spadafora, ha invitato il calcio a riflettere e a decidere in autonomia su rinvii/porte chiuse: «Comprendo la passione e l’amore che i tifosi hanno per la propria squadra, ma sulla base delle indicazioni della comunità scientifica abbiamo dato due possibilità: il rinvio o le porte chiuse.

sponsored

I vertici del mondo sportivo, unanimemente, hanno optato per il rinvio. Una decisione che la Lega dovrà prendere, al suo interno, anche in relazione alla prossima giornata di campionato. Come questo avrà impatto sul calendario futuro, sul numero delle partite, sul riposo dei giocatori, sono temi su cui dovranno ragionare le squadre, la Lega e la Federazione.

E’ nel loro diritto smontare e rimontare il calendario come meglio credono, cercando la soluzione più equa e più giusta per tutti. Trovo però non accettabile, in un momento come questo, giudicare le scelte secondo una visione di parte.

Come la politica, così lo sport – dai dirigenti ai tifosi – dovrebbero essere in grado di andare oltre il proprio diretto interesse

». PORTE CHIUSE E TIFOSI.  Tante società, su tutte l’Inter, non prendono in considerazione di giocare a porte chiuse il prossimo fine settimana, ma, se ci sono concrete possibilità che sia "salva" Torino-Udinese, tenendo conto delle tre regioni ancora dentro...

la tempesta sanitaria (Lombardia, Emilia e Veneto),

rischiano gli spalti deserti Atalanta-Lazio di sabato, Spal-Cagliari, Inter-Sassuolo, Verona-Napoli e Bologna-Juventus di domenica. Saranno spostate a lunedì 9, quando il nuovo decreto in scadenza domenica a mezzanotte perderà d'efficacia?

Atalanta-Lazio non può essere posticipata di 48 ore perché la Dea martedì 10 giocherà in Champions. Il Governo stavolta potrebbe varare un decreto più specifico ovvero con distinguo in base ai Comuni più colpiti; il resto potrebbe farlo la Lega Serie A: siccome se si rinviassero altre gare non ci sarebbe più tempo di recuperarle e siccome tanti club non accettano di giocare a porte chiuse, si potrebbe ripetere quello che verosimilmente succederà mercoledì a Torino per la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Juventus e Milan (il prefetto di Torino ha ipotizzato che saranno ammessi tutti i tifosi eccezion fatta per quelli residenti in Lombardia, Veneto e Emilia Romagna).

COPPA. Per le sfide nelle regioni a rischio potrebbero essere esclusi i supporters provenienti dalle altre regioni e naturalmente dai focolai. E a proposito di Coppa Italia, la finale è già stata spostata dal 13 al 20 maggio: si giocherà probabilmente a San Siro, sempre che quella data lo stadio non serva (per recuperare il match contro la Samp) a un'Inter non impegnata nell'ultimo atto della coppa nazionale, ma in finale di Europa League.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento