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Il blog di Ludwigzaller: Palla Strozzi

Palla Strozzi fu uno dei più noti esponenti del Rinascimento fiorentino. Figlio di Cosimo e di Beatrice, sin dalla nascita il giovane Strozzi era talmente paffuto ed in carne da assomigliare ad una vera e propria palla di lardo, sicchè fu gioco forza per i genitori chiamarlo Palla.

In verità, tuttavia, questa spiegazione non ha mai soddisfatto gli storici, che hanno avanzato altre ipotesi riguardo a questo nome singolare.

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Secondo il Pitti, il celebre autore delle Istorie fiorentine, il rampollo degli Strozzi si sarebbe particolarmente dilettato nell'esercizio del gioco del calcio (che, come è noto, venne inventato in un momento di noia dai fiorentini del Rinascimento).

Già a quel tempo, tuttavia, v'erano dei giocatori che, anzichè partecipare al gioco collettivo, si incamponivano nei dribbling in mezzo agli avversari e al fango, e cercavano di andare in porta da soli. Tra questi vi era il nostro Strozzi.

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Sicchè bisognava che i suoi compagni di gioco lo richiamassero al dovere, gridandogli: “Palla, Strozzi”. Inviti inutili, proteste vane: perchè solo raramente lo Strozzi cedeva il pallone, ma, presto circondato da parecchi avversari grandi e grossi, ne veniva privato.

Un'altra spiegazione, ancor più singolare di quelle che abbiamo ricordato, rimanda ai colossali banchetti che erano in uso a quell'epoca.

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Il Palla era uso ingolfarsi talmente di cibo in quelle circostanze che spesso gli amici dovevano redarguirlo: “(Ti) strozzi, Palla” essi dicevano. O anche: “Strozzi, Pallastrozzi”. Ma anche questa originale spiegazione viene rigettata da alcuni interpreti, i quali asseriscono essere lo Strozzi un uomo magrissimo, se non scheletrico ed emaciato.

Così apparirebbe da un passo delle Vite del Vasari nel quale sta scritto che il celebre carro del trionfo della Morte sarebbe stato sormontato da “uno ischeletro che pareva il Palla Strozzi”.

Quel nome sarebbe quindi toccato al Palla per uno strano gioco del destino o gli sarebbe stato affibbiato da grande, ma per contrasto. Oppure, ed è questa l'ipotesi più probabile, esso conterrebbe una implicita allusione al grande tedio che lo Strozzi provocava in chi l'ascoltava, donde quel soprannome (“Palla”) che avrebbe alluso alla sua noiosità.

Tutto vero, ribadisce il Varchi, se non fosse che a detta di molti lo Strozzi era un uomo veramente poco sincero, un vero mentitore inveterato, tanto che, dopo che egli aveva pronunziato una certa affermazione inverosimile, subito si sentiva dire, anche durante le sedute del Consiglio de' Duecento: “Palla, Strozzi”; e certe volte, aggiunge lo storico, la frase era pronunziata da tutto il Consiglio insieme, vale a dire da tutti i duecento.

Si dice che il grido fosse tanto convinto, e tanto ad alta voce lo si sentisse echeggiare, che tutta la città apprendeva chi stesse in quel momento, nell'austero consiglio, prendendo la parola e quali reazioni avessero determinato le sue incredibili affermazioni.

Nel tempo libero Palla Strozzi posò per l’affresco della Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano. Palla Strozzi un figlio, Pazzino Strozzi, che giocò come centravanti nella Fiorentina.

Nota: questo post riproduce la memoria “Sull’origine del nome Palla Strozzi” presentata, presso l’Accademia fiorentina di scienze lettere ed arti, il 25 ottobre 1936, dal professor Isidoro Del Lungo.

Come è stato notato, molto dei dettagli storici riferiti sono inverosimili.

di Ludwigzaller
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