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Il blitz a Bergamo non lenisce la delusione di coppa. Italiano si prende gli ultimi tre punti

La gara contava il giusto, ma Fiorentina e Atalanta l'hanno giocata come se fosse partita vera. Viola bravi con intensità, ma i tifosi...

La coda del campionato con il recupero della giornata numero 29 contava fino a un certo punto: sì, l'Atalanta poteva chiudere al terzo posto, ma trionfo e festa non sarebbero e non sono cambiati anche con la sconfitta. Vale anche per la Fiorentina:il successo non lenisce il dolore per la sconfitta in finale di Conference League e che non cambia nulla nella sua classifica.

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I tifosi viola lo ribadiscono a fine partita quando prima Italiano e poi la squadra si avvicinano per il saluto, divenuto una ramanzina. Così scrive La Gazzetta dello Sport. INTENSITA'. L'ultima, Atalanta e Fiorentina l'hanno giocata come se contasse (la Dea poteva ancora scavalcare la Juve) e dunque con l'intensità che gli è propria, forse solo con attenzione e ferocia minore del solito in fase difensiva: ne esce uno spettacolo che produce un gol praticamente ogni sei minuti in avvio, e cinque nel primo tempo, chiuso dalla doppietta di Belotti che fissa il 3-2 rimasto tale al fischio finale.

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Il discorso fatto da Gasp dopo la finale di Dublino vale anche per Italiano, all'ultima sulla panchina viola: la validità delle sue idee si misura al di là della sconfitta bis in Conference e si vede contro la banda-Gasp. GALLO E NICO.

Per uscire dalla pressione uomo-su-uomo della Dea (Pasalic e Koop su Lopez e Duncan, Ederson su Beltran e rete di sicurezza se qualcuno scappa al controllo) la Viola muove continuamente i suoi uomini e cerca il gioco a muro con le sponde per liberare giocate fronte alla porta Belotti al 6' è solo nel colpire di testa su cross di Castrovilli per lo 0-1.

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Nico batte in mezza girata sottovalutato da Scalvini per l'1-2, ancora il Gallo è rapace nel tap-in da un metro su mischia. La Dea rimedia un paio di volte sfruttando l'onda buona di Lookman. La sua uscita toglie il turbo all'attacco della Dea, che con Miranchuk e Scamacca passa al 4-2-3-1 e poi ancora due punte con Touré per CDK: il russo e Koop sfiorano il pari, l'infortunio di Scalvini affloscia l'assalto bergamasco, il 9 azzurro comunque nel recupero chiama alla prima parata il diciottenne Martinelli, esordiente nella porta viola.

Non basta per il pari, ma è festa lo stesso.

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