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Grosso è l’allenatore giusto per la Fiorentina?

Continua il casting allenatore, ma l’unico nome che rimane in primo piano è quello del tecnico del Sassuolo

Voci, voci, voci. Neanche la bella vittoria di ieri sul campo della Juventus può mettere un freno alle incessanti voci riguardo il prossimo allenatore della Fiorentina. Vanoli si gode gli applausi e attende: nel ventre dello Stadium, a fine partita e con suo solito fil di voce, dichiara che se la sua permanenza dovesse dipendere solo dalla vittoria di ieri, sarebbe “triste”. L’attuale tecnico gigliato sa bene che con ieri le sue quotazioni, seppur minimamente, si sono rialzate. Ma fa troppo rumore il continuo slittamento della data x, la tavola rotonda che dovrebbe vedere protagonisti il direttore sportivo Fabio Paratici e, appunto, Paolo Vanoli.

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CONFERME. Un controcanto arriva dal prepartita di Sassuolo-Lecce, disputatasi ieri sera nel posticipo delle 20:45: «Inutile nascondere che ci siano delle richieste per Grosso». A parlare è l’AD del Sassuolo, Giovanni Carnevali. Questa dichiarazione fa eco a una serie di voci per cui Fabio Grosso non sia solo un obiettivo della Fiorentina, ma che anche il Bologna ci stia pensando per un eventuale post-Italiano (curioso vedere come le figure che appaiono in questo mosaico/schema siano in qualche modo sempre legate al passato dei viola). Chiaro che con una sola partita al termine del campionato inizino ad emergere in maniera più chiara dettagli e possibili traiettorie future.

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IL PROFILO GIUSTO. Grosso, come spesso sottolineato, rappresenterebbe un profilo ideale per il club gigliato. La Fiorentina, che già praticamente snobbando Maurizio Sarri ha dimostrato di voler inseguire un profilo meno ingombrante e polarizzante nei processi decisionali, troverebbe nell’attuale allenatore del Sassuolo una figura che spunta molte caselle congeniali al club. Allenatore giovane, sì, ma d’esperienza, per l’appunto formatosi nelle giovanili della Juve sotto la supervisione di Paratici. Un tecnico che ha ottenuto risultati importanti, e che in questa stagione ha salvato con serenità una squadra ben attrezzata, ma non clamorosamente più forte e dotata delle altre contendenti della colonna destra. Soprattutto, un allenatore in grado di portare una filosofia di gioco offensiva, bella da vedere, che la piazza non disdegnerebbe affatto. D’altra parte il suo background lo racconta come un allenatore che dà il meglio in contesti brulli: ha portato al successo in B un Frosinone profondamente meno dotato delle altre pretendenti, centrando la promozione con 3 giornate d’anticipo nel 2023; ha risollevato un Sassuolo in crisi, ripiombato nelle spire della cadetteria, e riportato nel massimo campionato con ben 5 giornate d’anticipo l’anno scorso. In questi contesti “ammaccati” il calcio codificato, diretto e verticale di Grosso ha funzionato a meraviglia.

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E se Fabio Grosso fosse davvero l’uomo giusto per rilanciare questo progetto, affidandogli una rosa giovane, affamata e in cerca di riscatto dopo una pessima stagione? Sa tanto di scommessa, ma se dovesse funzionare, sarebbe un bel matrimonio.


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