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Graziani: «Lasciamo lavorare Paratici, ma la proprietà un po' mi preoccupa...»

L'ex attaccante viola a Radio Bruno: «Bisognerà capire quanto la famiglia Commisso è ancora interessata al progetto»

Intervenuto ad A Pranzo con il Pentasport su Radio Bruno, Ciccio Graziani ha commentato la situazione in casa Fiorentina, a partire dalle voci che riguardano il futuro di Fabio Paratici. «Lasciamolo lavorare. Non si possono fare i promossi e i bocciati dopo cinque mesi. Qualche giocatore sul mercato di gennaio l'ha indovinato, qualcun altro no. Lasciamo lavorare, è uno che ha esperienza, che conosce il calcio e i calciatori. Diamogli tempo. La Fiorentina aveva bisogno di un manager bravo e capace, che sappia programmare almeno i prossimi tre anni. Vediamo cosa viene fuori. Siamo tutti molto fiduciosi. C'è da fare una mezza rivoluzione questa estate, cercando di sbagliare il meno possibile».

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ALLENATORE. «Bisogna prendere un tecnico bravo, dargli fiducia e una buona squadra. Supportandolo al meglio nei momenti di difficoltà. Se uno vuole andare sull'usato sicuro, la persona più indicata sarebbe Maurizio Sarri. Ma dovresti sposare totalmente le sue idee di gioco. Se non riteniamo giusto dare una seconda chance a Vanoli, dovremo essere bravi a fare la scelta giusta».

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PROPRIETÀ. «Sarebbe logico capire davvero se inizierà o no una nuova era per la Fiorentina nella prossima stagione calcistica. Bisognerà capire tante cose: se la famiglia Commisso è ancora interessata al progetto, se ci sarà qualcuno che si farà vedere un po' più spesso. Io sono un po' preoccupato. Il figlio non si è mai interessato al calcio, c'è la moglie che è molto appassionata e vorrebbe seguire il progetto del marito. Io sono convinto che la Fiorentina già oggi potrebbe essere una società appetibile per una vendita. La garanzia vera era Rocco, con il resto della sua famiglia io sono un po' più preoccupato».

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PIOLI. «Il suo ritorno a Firenze è stato un disastro. Non so se l'esperienza in Arabia l'abbia appagato, ma era un Pioli diverso. Un Pioli poco cattivo, poco determinato, poco propenso a rientrare in un mondo calcistico come quello nostro che ti prende dalla mattina alla sera e forse anche alla notte. È tornato un po' scarico. E la squadra ne ha risentito. Da un punto di vista psicologico e, mi dicono, anche fisico. Quando è arrivato, eravamo tutti ai suoi piedi. Eravamo tutti felici e contenti. Vanoli ha riportato un po' di serenità, ma ho l'impressione che quest'anno le cose non sarebbero andate neanche con Mourinho».

DE ROSSI. «Subito. È bravo, intelligente, professionale. Ha tanto da dare. È uno che si identifica tanto con la squadra e con il pubblico. Poi ricordiamoci che sono sempre i risultati a fare la differenza».


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