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Mamma Croci: «Sono molto emozionata, è un percorso pieno di sacrifici, la strada è ancora lunga»

Laura Biagioni, mamma di Federico Croci, ha rilasciato delle dichiarazioni commentando l'esordio in amichevole del figlio con la prima squadra

«Sono emozionata in modo indescrivibile». Così Laura Biagioni, la mamma di Federico Croci, ha esordito a Radio Bruno, parlando della estate che sta vivendo il figlio, aggregato alla prima squadra per la preparazione e ieri in campo per la prima amichevole giocata dalla Fiorentina contro il Gubbio, vinta per 1 a 0 dalla squadra viola.

ESORDIO. «Ieri sera ero a vedere la partita con il mio figlio più piccolo, e gli dicevo che mi faceva strano vedere Federico in campo, che giocava e passava il pallone a Kean. Questo è un percorso di tanti sacrifici e se qualcosa si vede in campo, io sono contenta»

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EMOZIONI. «Lui è molto coccolone ma riservato, gli facciamo le domande ma risponde a monosillabi. Dice solo se sta bene nel gruppo e se si sente accettato da tutti anche perché ha fatto tanti salti di categoria in categoria, e non è semplice, è un po' come cambiare scuola e trovare sempre una classe nuova. Lui la vive bene ed è sereno, non posso dirti chiaramente che non ha avuto momenti di difficoltà, deve ancora crescere ed andare a scuola, e per questo abbiamo anche deciso di lasciarlo a Firenze».

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CRESCITA. «Io ringrazio la società e coloro che lo hanno coccolato sempre. Lui è tranquillo al Viola Park, chi lo circonda lo tratta bene e la società non mi chiama, quindi sono serena perché so che lui lo è, anche se chiaramente, essendo lontano, un po' da mamma ci soffro. Federico sa che deve lavorare e deve rimanere concentrato, che deve esaudire e proseguire lungo tutte le tappe, e quindi cerchiamo di tenerci tutti per mano, per perseguire questa strada».

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CALCIO UNICA PASSIONE. «Nessuno a parte i miei figli in famiglia vive il calcio in modo così passionale e così approfondito come loro, quindi è una genetica inconsapevole. Lui da piccolino ha sempre giocato a calcio con il fratello grande che ha 5 anni più grande, e non si faceva alcun tipo di problema a giocare con i grandi. Ai campi solari del paese lui doveva sempre giocare ad ogni torneo possibile».

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