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Giuffredi: “I miei giocatori devono tutto a Barone. Ha sempre creduto in Biraghi. Ricordo con Veretout…”

L’agente di Biraghi, Faraoni e Parisi parla degli scontri e delle trattative avute col dg viola Joe Barone

Parla così a Radio Bruno il procuratore Mario Giuffredi, agente tra gli altri di Biraghi, Parisi e Faraoni ricordando Joe Barone: “Era una persona dal grande temperamento, dal carattere forte e schietto. Da bravo dirigente faceva gli interessi della sua società, ma aveva sempre un contesto equilibrato nei confronti di entrambe le parti.

Era molto leale e corretta, e che concedeva tanto a chi si comportava bene”BIRAGHI-VERETOUT. “Quando Commisso e Barone presero la Fiorentina, credo di essere stato il primo procuratore a fare una trattativa con loro, perché avevo Veretout che voleva andare alla Roma e Biraghi all’Inter.

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Io avevo vedute differenti da quelle della Fiorentina, e li volevo portare via. Ci incontrammo io e Joe, a trattare due giocatori che in quel momento erano tra i più importanti della Fiorentina, posso dire che fu una trattativa dura, con diversi scontri anche duri, ma la grandezza di quest’uomo sta nel non aver mai avuto rancore nei miei confronti o dei calciatori, soprattutto per Biraghi, visto che l’anno dopo è tornato a Firenze e nel calcio non è scontato, ci ha accolto, a me e Biraghi, senza alcun tipo di rancore, anzi.

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Ha rifatto il contratto a Cristiano, con generosità e intelligenza nel non avere rancore”. BIRAGHI. “A prescindere da Biraghi, credo che i miei giocatori debbano tutto a Barone, e a Pradè, perché Biraghi è tornato alla Fiorentina contro il volere di tantissime persone, c’erano tante critiche, invece, Barone e Pradè lo hanno rivoluto qui, lo hanno fatto capitano ed è diventato anche l’uomo della società.

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Barone e Pradè lo hanno sempre difeso e supportato. Luca Ranieri anche, nessuno ci credeva in lui, Barone e Pradè sì, lo hanno fatto sentire importante  e oggi è quello che è diventato. Anche Parisi, su cui hanno puntato provenendo da un piccolo club dandogli la possibilità di far parte di una società importante com’è la Fiorentina, e pure Faraoni, che non viveva un momento semplice a Verona, ma sul quale Barone ha creduto.

Io, e i miei giocatori, non possiamo far altro che essere grati a Barone. E lo dico oggi, ma l’ho sempre detto. Rimarrà sempre nei nostri ricordi perché ha cambiato la vita a tanti ragazzi”.  

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