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CorFio – La multa Uefa è una mannaia: la strategia di Paratici per il futuro tra tagli e scouting

I 6 milioni di sanzione inflitti al club gigliato sanciscono il fallimento del corso precedente: ora la svolta strategica

Definirlo un fulmine a ciel sereno sarebbe un'esagerazione, ma per Fabio Paratici quella di martedì è stata una notizia della quale avrebbe fatto volentieri a meno, scrive il Corriere Fiorentino. La multa da 6 milioni dalla Uefa piomba su un calciomercato nel quale la Fiorentina dovrà stare attenta a ogni singolo centesimo. Del resto, che i conti della società fossero sotto alcuni aspetti a rischio era parso evidente fin dall'estate scorsa – fin da quando si era deciso di tentare un all in che avrebbe dovuto portare in Europa League o, nei sogni dei protagonisti, addirittura in Champions. Come è andata si sa.

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SUL FILO. Oggi il club gigliato è costretto a confrontarsi con una realtà più difficile del solito: la mancata qualificazione alle competizioni europee ha comportato il venir meno di circa 17-18 milioni incassati nelle stagioni precedenti. Pochi in assoluto, ma preziosi per un club dai ricavi lontani anni luce da chi compete per stare in alto. L'aver rinnovato contratti pesanti come quelli di Kean – portato a quasi 5 milioni netti – e De Gea – 3 milioni –, l'aver puntato su giocatori spesso maturi e su un allenatore dall'ingaggio importante come Pioli, continuando a pagare parte degli stipendi dei tanti esuberi e ritrovandosi poi a lottare per non retrocedere, non è stato un esempio di efficienza. In sintesi: era prevedibile che la Fiorentina avrebbe corso sul filo dei parametri Uefa e che sarebbe bastato poco per sforare.

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LE MOSSE. Le prime mosse di Paratici spiegano bene la strategia per tenere insieme riduzione dei costi e ritorno alla competitività. L'esempio è Viery: pagato tanto come cartellino, ma con uno stipendio di circa 800mila euro a stagione. È quella la strada – scouting, ricerca del talento, rischio calcolato. Profili come Koleosho, Oso o calciatori più affermati come Thorstvedt, ma con costi di gestione sostenibili e potenziale di plusvalenza futura. E vanno letti nella stessa direzione anche colpi come Egharevba, attaccante strappato al Verona alla concorrenza, e Beldenti, difensore in arrivo dal Brescia: ricostruire un proprio patrimonio. Senza dimenticare le uscite. Quelle degli esuberi – vedi Beltran – ma anche quelle di giocatori come Dodo, Gosens, Gudmundsson e magari De Gea, tenendo per il momento a parte il discorso Kean. Calciatori forti, nessuno lo mette in dubbio, ma che – considerandone il rendimento – costano tanto. Forse troppo.

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