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La Nazione – Viery, primo giorno in viola: «Onorato di essere qui». Ora la tappa lampo in Brasile

Il nuovo difensore viola atteso in patria per sistemare gli ultimi dettagli burocratici. La presentazione durante il ritiro

Per anni gli avevano insegnato che il viola era un colore da evitare: al Gremio, dove è cresciuto fin da bambino, esisteva una regola non scritta secondo cui niente accessori rossi, viola o rosa perché richiamavano i colori dell'Internacional, il grande rivale cittadino, scrive La Nazione. Oggi quel viola è diventato il colore della sua nuova vita. Viery è ufficialmente un giocatore della Fiorentina e, dopo il comunicato arrivato ieri pomeriggio, ha affidato ai canali del club le sue prime parole da calciatore gigliato. La conferenza di presentazione vera e propria è prevista durante il ritiro estivo al Viola Park, che dovrebbe prendere il via intorno al 10 luglio. Prima però il brasiliano farà ritorno in patria per sistemare gli ultimi aspetti burocratici legati al visto di lavoro, per poi rientrare a Firenze dove inizierà anche la ricerca della sua nuova casa.

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LA CURIOSITÀ SUL NOME. Per il centrale classe 2005 si tratta di un momento speciale: «È emozionante essere il primo acquisto della stagione. Ho dato tutto per il Gremio e ora vivo questo momento speciale. Mi sento onorato nel vestire la maglia della Fiorentina». Una storia particolare accompagna anche il suo nome: i genitori avrebbero voluto chiamarlo Cristian Vieri, in omaggio all'ex bomber, ma alla fine optarono per un più originale «Viery», mantenendo il richiamo al campione italiano. A dieci anni ha lasciato casa per inseguire il sogno Gremio – un'esperienza che lo ha preparato anche al grande salto europeo: «Ho cominciato a giocare lontano da casa molto presto. A 10 anni mi sono trasferito da solo nel sud del Brasile: questa però è la prima volta in Europa. Cosa mi mancherà di più? Sicuramente i miei amici e il cibo brasiliano».

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MODELLI E SOGNO BRASILE. Sul piano tecnico le idee sono chiare: «Ho sempre avuto molti modelli: ho studiato il modo di stare in campo di Sergio Ramos, mi sono piaciuti i video di Maldini mentre oggi apprezzo lo stile di gioco di Van Dijk». Sulle proprie caratteristiche: «Sono un difensore con un'ottima tenuta fisica, sfrutto molto la mia forza e mi piace partecipare alle fasi di costruzione del gioco». Infine una battuta sul Brasile impegnato al Mondiale: «Penso che la Seleção possa arrivare in finale: non ho potuto guardare l'ultima partita perché ero in volo per arrivare qui, ma ce la faremo». Adesso però il suo Mondiale personale si gioca tutto a Firenze.

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