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Giovanni Galli: «De Gea irriconoscibile, un capitano non può dire quelle cose. E Vanoli...»

Le parole dell'ex portiere e dirigente viola: «Questa squadra dovrebbe andare a scuola di comunicazione. Ognuno pensa al proprio orticello»

«La mancanza di padronanza della lingua può aver influito», dice Giovanni Galli, intervistato dal Corriere dello Sport - Stadio sulle parole di De Gea post Udinese, che stanno facendo discutere. «Secondo me questa cosa lo ha portato a esprimere un concetto che, comunque, non va espresso. Soprattutto perché ha la fascia da capitano». 

CAPITANO. «No, un capitano non dice mai una cosa del genere. In una situazione simile, deve dire l’esatto contrario. Entra nello spogliatoio e dice 'scusate, potevo fare qualcosa di più sul gol'. E allora lo spirito è diverso. E poi… Il primo gol lo ha preso dopo dieci minuti. Aveva già capito che la Fiorentina avrebbe perso? Vuol dire che c'è poca fiducia. Io stimo tanto De Gea, ma quest’anno è irriconoscibile». 

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IRRICONOSCIBILE. «Magari sono cambiati gli allenamenti. Ma se anche fosse, il portiere è il portiere. Se è forte, rimane forte. La scorsa stagione De Gea veniva da un’annata di stop, eppure i difensori fumavano una sigaretta perché c’era lui a salvare qualsiasi cosa. Quest’anno, invece, la retroguardia è sempre in apprensione».  

VANOLI. «Vanoli deve stare tranquillo, perché non può dire che “i giocatori si devono prendere la responsabilità, come ho fatto io con lo Jagiellonia”. Il turno coi polacchi lo ha passato, quindi intende dire che passa anche l'errore? Questa squadra dovrebbe andare a scuola di comunicazione. Non sento mai un’intervista dove si parla del “noi”. Ognuno pensa al suo orticello». 

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