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Gioco, identità, orgoglio: la Fiorentina riparte dai valori. E Chiesa resta

A Firenze è tornato entusiasmo, la società punta sul senso di appartenenza per riconquistare la città. Dicendo di no anche alle richieste per Chiesa.

Gioco, entusiasmo, identità. E orgoglio. Sono questi i valori sui quali si stanno costruendo le basi per la nuova Fiorentina di Commisso e Barone. Una logica che parte dal senso di appartenenza di una città innamorata della sua squadra di calcio, che pareva quasi essersi abituata alla partenza dei suoi giocatori più rappresentativi in cerca di gloria o di un contratto più pesante.

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Con l’avvento della nuova proprietà italoamericana, però, qualcosa è cambiato almeno nella strategia e nella mentalità del club. Così scrive La Repubblica. IDENTITA' E GRUPPO. «Ricostruiremo una Fiorentina che sia allo stesso livello della città di Firenze», dice Barone.

«Avevo parlato con Commisso — dice Pradèmi aveva chiesto quali mosse avessi nella testa: gli ho risposto che volevo ricostruire un gruppo, partendo prima dagli uomini che sentivano questa maglia. E il primo nome, nei miei pensieri, è sempre stato quello di Badelj».

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La strategia è chiara, l’unione di intenti anche. Ripartire dal gioco, dunque. Un regista alla corte di Montella. ORGOGLIO. Poi l’identità. Il valore attorno al quale Commisso e la sua dirigenza stanno spingendo maggiormente.

Il braccio di ferro con Chiesa, il ritorno di Badelj, la voglia di radicarsi sul territorio e di investire sul centro sportivo e sul vivaio giovanile con una percentuale maggiore di calciatori toscani. L’obiettivo è quello di restituire orgoglio ai tifosi, anche tramite operazioni come quelle di Chiesa: alzare un muro attorno a lui, dire no a qualsiasi offerta e trattenere in viola il talento sul quale le big in Italia e all’estero avrebbero fatto follie.

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