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Furia Commisso, tra ambizioni e realtà. Altro attacco a Pessina

Rocco dagli Stati Uniti predica pazienza per il progetto sportivo ma rilancia il pressing sulla questione infrastrutture, tra stadio e centro sportivo

Ci sono le ambizioni ma c'è anche da guardare in faccia la realtà. Rocco Commisso, uomo vincente nel lavoro, vorrebbe fare lo stesso presto nel calcio ma per adesso predica pazienza e a chi gli chiede della possibilità di un piazzamento europeo risponde: «Sono abituato a non fare promesse che non posso mantenere.

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Il fair play finanziario non ce lo consente. Intanto ribadisco che nessuna nuova proprietà ha fatto bene come me al primo anno». E poi la vicenda delle infrastrutture e Rocco su questo si infuria: «Se la Sovrintendenza fa ancora problemi, io mi stufo e non faccio né il centro sportivo, né lo stadio», aggiunge con voce concitata a Radio Bruno, scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

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LE AMBIZIONI. Sulla squadra a sulle possibilità di scalare posizioni in classifica, Commisso aggiunge: «Capisco che alla gente piacerebbe vincere e andare in Champions, e magari accadrà un giorno, però non posso perdere soldi come in questa stagione.

Ci saranno perdite per 200 milioni in due anni senza contare il calciomercato. Meno male che c'è Mediacom mentre alla Fiorentina, le perdite sono molte di più di quelle che noi pensavamo».

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SCONTRO-INFRASTRUTTURE. «Mi dispiace che Pessina dica certe cose.

Ha una competenza e un'esperienza nel suo campo ma non deve dire a me come spendere i soldi - continua Commisso -. Lo sapete quanti milioni ho già speso per soddisfare le loro richieste? Sembra ci sia una specie di "dittatura" dei poteri, non è possibile.

I funzionari come Pessina devono ripetere la politica e non dire certe cose sull'emendamento». La Fiorentina ha specificato che relativamente al termine dittatura in riferimento alla Sovrintendemza è inteso come una persona sola che decide quello che si deve fare, tra l'altro la stessa persona che fino a ieri affermava che bisognava attenersi alle leggi e alla democrazia mentre oggi, visto che quelle eventuali leggi non sono gradite, vengono definite addirittura pericolose.

 

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