Vai al contenuto
×

Firenze alza la voce: fine della pazienza o inizio della svolta?

Striscioni duri contro squadra e società: nel mirino impegno, atteggiamento e identità, con la Curva che contesta una stagione ritenuta lontana dalle aspettative della piazza

La contestazione non nasce in una notte. Gli striscioni apparsi a Firenze contro squadra e società sono soltanto l’ultimo capitolo di un malcontento che da settimane accompagna la Fiorentina e che, adesso, sembra esplodere in maniera sempre più evidente. Un segnale forte, diretto, figlio di una stagione che ha lasciato nei tifosi delusione e senso di incompiutezza.

sponsored

SENZ'ANIMA. Perché al di là dei pessimi risultati, ciò che una parte consistente della piazza sembra non aver perdonato è l’assenza di identità. Questa Fiorentina raramente ha dato la sensazione di sapere davvero cosa volesse diventare. Troppi passaggi a vuoto, troppe prestazioni senz'anima, troppo poca continuità nei momenti decisivi dell’anno. E Firenze, storicamente, può accettare anche la sconfitta, ma difficilmente tollera l’indifferenza o la mancanza di carattere.

sponsored

AMBIZIONI (MA SOLO A PAROLE). La rabbia della Curva nasce anche dal contrasto con le aspettative create negli ultimi anni. Dopo le finali raggiunte con Italiano, dopo gli investimenti di Rocco Commisso e la crescita strutturale del club con il Viola Park, molti si aspettavano un salto deciso. Invece, la sensazione è che la Fiorentina sia rimasta bloccata a metà del guado: abbastanza forte da alimentare ambizioni (a parole, vedi Daniele Pradè), ma non abbastanza solida da sostenerle davvero.

sponsored

IL FRANCHI ATTENDE. In questo clima, l’ultima partita della stagione contro l'Atalanta rischia di trasformarsi in qualcosa di molto diverso da una semplice gara di campionato. Il Franchi potrebbe diventare il luogo di un confronto emotivo tra squadra e tifoseria. E starà soprattutto ai giocatori capire come affrontarlo. Perché gli striscioni fanno rumore, certo, ma ancora più rumore lo farebbe una squadra incapace di reagire.

QUESTIONE DI FIDUCIA. La sensazione è che questa estate rappresenterà un bivio. La Fiorentina dovrà decidere se limitarsi a gestire il malcontento oppure provare finalmente a costruire un progetto tecnico chiaro, riconoscibile e soprattutto credibile agli occhi della sua gente. Perché il problema, oggi, non è soltanto la classifica. È la fiducia. E quando a Firenze si rompe quel filo, ricucirlo non è mai semplice.


Lascia un commento