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Fiorentina, si parte! Con una ferita aperta di nome Antognoni e la voglia di costruirsi un bel futuro

Ieri l'addio definitivo di Giancarlo Antognoni, la Fiorentina oggi parte per Moena senza la sua bandiera, ma vogliosa di iniziare la stagione del rilancio

Pronti, partenza, via. E’ il giorno dell’inizio del ritiro di Moena. Un giorno da sempre importante, quest’anno sicuramente più degli ultimi. I motivi d’interesse ci sono, a cominciare da chi non salirà sul treno con direzione Val di Fassa.

Giancarlo Antognoni e la Fiorentina si sono salutati ieri. Incontro, a differenza delle altre volte, tenuto al riparo da giornalisti ed occhi indiscreti, andato in scena all’interno della sede. Fumata nerissima, la controproposta dell’Unico 10 non è stata presa in considerazione dalla Fiorentina.

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Cala così il sipario su una vicenda antipatica.

La Fiorentina riparte senza la sua bandiera, il parafulmine di tante situazioni scomode. E pure questo epilogo si è trasformato per la Fiorentina in una situazione scomodissima. Antognoni non ha voluto accettare il ruolo di Direttore Tecnico del Settore Giovanile.

Il nodo del no è stato l’allontanamento dalla prima squadra. Classico boccone amaro difficile da mandar giù. La società viola è convinta che sarebbe stato più utile altrove, in un’ottica futura che poteva rappresentare un qualcosa di significativo con la nascita del Viola Park, dove necessariamente dovranno crescere i giocatori del futuro della prima squadra.

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Antognoni (c’è da dire che la proposta economica era anche nettamente al ribasso) non ha voluto depotenziare la sua professionalità, convinto di aver potuto dare ancora tanto alla prima squadra. Così non sarà. Epilogo doloroso, non è escluso che la tifoseria organizzata possa in qualche modo manifestare il suo sostegno all'Unico 10.

Perché fondamentalmente la Fiorentina ed Antognoni, per tanti (se non per tutti) sono una cosa sola.

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Si ripartirà, come detto, senza un pezzo storia, con l’intento di provare a scriverne un pezzetto nuovo. Vincenzo Italiano in questi giorni di lavoro a Firenze ha già perso la voce.

Pure il torello di riscaldamento lo segue tarantolato, figurarsi le altri parti dell’allenamento. Giocatori a disposizione ne ha, tanti faranno parte della rosa del prossimo anno, perché nel preferire la Fiorentina allo Spezia ha condiviso l’idea dei dirigenti, riassumibile più o meno così: la rosa non è male, con 3-4 ritocchi può diventare competitiva.

Per cosa? Difficile dirlo, anche se l’obiettivo stagionale è argomento da maneggiare con cura. Nessuno ha chiesto niente a Italiano, se non il classico auspicio di avere un’identità, di tornare a divertire il pubblico e di lasciare ogni stilla di sudore in campo.

Tutto giusto, non sarebbe neanche poco. Ma l’obiettivo sportivo non c’è. L’asticella, ad oggi, non è posizionata, se non dalle parti della ‘zona sinistra della classifica’. Ambizione generica, un po’ pericolosa. I dirigenti, come detto, non hanno chiesto chissà cosa ad Italiano.

Per ‘chissà cosa’ intendiamo naturalmente il ritorno in Europa. Colmare il gap con le prime sette dello scorso campionato appare, al momento, impensabile.

La sensazione è che la Fiorentina abbia in testa un percorso preciso. Stagione di costruzione, sempre lontana da ogni patema di classifica, a ridosso della zona che porta all’Europa.

Per intendersi, un campionato stile Sassuolo, con 55-60 punti in tasca (partendo dai 40 dello scorso anno, sarebbe un discreto salto di qualità). Il prossimo campionato (il 2022/2023 con anche il Viola Park inaugurato), invece, assalto dritto all’Europa.

In sintesi: un po’ di ritardo c’è, perché l’anno di lancio doveva essere lo scorso nell’idea di tutti. Obiettivo fallito, con la conferma di Iachini, il successivo esonero, l’arrivo e le dimissioni di Prandelli ed il ritorno bis di Iachini.

Impossibile costruire qualcosa per il futuro, si è dovuto pensare alla contingenza del presente.

Insomma, al momento l’obiettivo dichiarato non c’è e probabilmente non ci sarà, anche perché è difficile spiegare ai tifosi che la Fiorentina lotterà per l’ottavo posto.

E poi chissà, non è detto che qualche big là davanti non possa toppare la stagione. L’idea è quella di stare lì, a ridosso di qualcuno che potrebbe anche fallire la stagione. Allora sì che la Fiorentina recupererebbe l’anno perduto.

E molto, chiaramente, dipenderà dal mercato, adesso assolutamente in stand by, dopo l’affare Gonzalez.

Pradè e Barone continuano i loro incontri (ieri anche Alessandro Lucci è passato dal centro sportivo), ma non affonderanno colpi prima di agosto. In queste due settimane dolomitiche Italiano farà le sue valutazioni sulla rosa a disposizione, sceglierà chi tenere e chi cedere.

Ed in base a queste valutazioni sarà portato avanti anche il mercato in entrata.

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