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Evitare un Roma bis. Testa accesa, orgoglio e cuore. In palio con la Juve c’è la dignità

Si avvicina la sfida contro la Juventus per la Fiorentina. Imperativo chiaro: evitare un'altra prova come quella con la Roma

In palio contro la Juventus c’è poco più che l’orgoglio per la Fiorentina. Al contrario, per i bianconeri c’è molto della corsa alla Champions League, obiettivo vitale (più o meno) per i conti del club. Provare a fare uno sgambetto alla Juve a Torino, a questo giro, non conta per raggiungere alcun traguardo, ma al tempo stesso non è neanche tacciabile di solo (anche se sano) provincialismo. 

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Vista la stagione che questa squadra ha messo ormai in archivio raggiungendo la salvezza, con un pareggino col Genoa senza tirare in porta, come aveva fatto nella gara interna precedente col Sassuolo, mettendosi a perder tempo sull’1-1 a Lecce, soffrendo maledettamente a Verona e via discorrendo, infatti, sarebbe lecito attendersi una prova dignitosa, un segno di rispetto verso chi ha dovuto sorbirsi questo scempio, una sorta di ‘scusate per quello che vi abbiamo fatto soffrire’. 

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Ok le pressioni e le paure, ok gli errori di Pioli e le colpe di Pradè, ma se la Fiorentina ha fatto la stagione che ha fatto lo deve anche a se stessa. Per Fiorentina s’intende i calciatori, capaci di non rimediare una vittoria in 15 giornate di Serie A, di fare teatrini per un rigore potenzialmente decisivo, di costare come club che lottano per l’Europa ma di stare in lotta per la salvezza fino a due gare dal termine della stagione. Da loro è doveroso attendersi qualcosa di meglio in questi ultimi due turni di campionato, con la Juventus e con l’Atalanta dell’ex Palladino. Qualcosa di decisamente diverso rispetto a quanto offerto con la Roma, per esempio, ma anche nelle ultime uscite concluse con il punticino che ha permesso di raggiungere la salvezza.

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Per Fiorentina s’intende anche il club, la proprietà e parte della dirigenza che si è trovata a pagare un conto salatissimo tutto assieme per errori perpetrati negli anni. Ok, adesso non c’è più Pradè, purtroppo è venuto a mancare anche Rocco Commisso ed è arrivato Paratici. Dalla Fiorentina ci si attende tutt’altro film in prospettiva, ma anche sull’oggi. Non è ammissibile giustificare quello che si è visto quest’anno, tantomeno la figura indegna fornita all’Olimpico in una gara in cui non c’erano pressioni (visto il ko della Cremonese arrivato poco prima di scendere in campo), in cui c’era solamente da mettere sul terreno di gioco orgoglio e voglia di onorare la maglia. Esito? Poteva finire 6-0. 

Non si ripeta quel film con la Juve, se non fosse chiaro. Perché quei fischi e cori potrebbero inasprirsi ancor di più con l’Atalanta. Ci può stare di perdere a Torino, non sarebbe la prima volta. Ma almeno che si tirino fuori orgoglio, attributi e cuore. Cioè che si rispetti la maglia e la storia della Fiorentina. Quanto accaduto con la Roma e in questa stagione, al netto di errori, limiti e problemi, non merita ringraziamento. E non può passare come normale. 


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