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Detto, (quasi) fatto: la tabella di Ferrari è praticamente realtà. La Fiorentina fa capolino fuori dal carro armato

Il primo dell’anno il direttore generale aveva fissato come obiettivo sette vittorie e otto pareggi: mancano soltanto sei punti al traguardo

Era il 1° gennaio quando il dg Alessandro Ferrari, facendo il punto della situazione in vista dell’anno nuovo ai microfoni del canale ufficiale del club, presentava la sua tabella di marcia per la salvezza: «Ci siamo messi degli obiettivi, pensiamo che con sette vittorie e otto pareggi la salvezza sia un risultato raggiungibile». Era appena stata messa in archivio la 17ª giornata di campionato, la Fiorentina aveva perso sul campo del Parma e occupava ancora l’ultimo posto in classifica con 9 punti e una sola vittoria (arrivata peraltro nella partita precedente, contro l’Udinese).

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DETTO, (QUASI) FATTO. La squadra di Vanoli ha dato seguito alle dichiarazioni del suo direttore generale rimboccandosi le maniche fin da subito. Nella partita successiva è arrivata la seconda vittoria, al Franchi contro la Cremonese. Di seguito una serie di tre risultati positivi culminata con il terzo successo a Bologna, per poi tornare in blackout con le sconfitte nel match casalingo contro il Cagliari e al Maradona contro il Napoli. Da lì in poi i viola non si sono quasi più voltati indietro, con il solo ko di Udine a intervallare una serie di altri sette risultati utili, tra cui quattro vittorie. Tirando le somme, alle parole di Ferrari sono fino a ora seguite sei vittorie e cinque pareggi, a fronte di tre sconfitte. Ci siamo quasi.

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TESTA FUORI DAL CARRO ARMATO. Mancano dunque una vittoria e tre pareggi (o due vittorie) per centrare l’obiettivo fissato dal dg nel primo giorno dell’anno. Bastano 6 punti, che nelle sette partite rimanenti significherebbero una media di 0.86 punti a partita. Considerando che nel 2026 la Fiorentina ha finora mantenuto una media di 1.64, il traguardo sembra ampiamente alla portata. Forse, di questo passo, si potrebbe addirittura desiderare qualcosa in più. Tradotto: una salvezza un briciolo più tranquilla, con qualche giornata di anticipo. Altro al campionato non si può chiedere. E, in questo caso, si andrebbe a ‘sbugiardare’ un altro dirigente apicale, quel Paratici che il 4 febbraio, nella conferenza stampa di presentazione, lanciò lo slogan della ‘testa nel carro armato’ per provare a convincere il mondo viola che ci sarebbe stato da soffrire fino all’ultima curva.

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