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Defrel: “Sarebbe l’ora che il razzismo finisse. E non è solo un problema del calcio”

Parla l’attaccante della Sampdoria dopo i buu razzisti a Kean a Cagliari che hanno riaperto un tema che divide l’opinione pubblica

Dopo il caso Kean, è di nuovo esploso il tema razzismo. Parla così in proposito l’attaccante della Samp Defrel al Corriere Dello Sport:Il razzismo è davvero brutto ed è sempre sbagliato quando qualcuno fa buu a una persona di colore negli stadi o in qualsiasi altro posto.

Sarebbe l’ora che questa cosa finisse. Io sono francese, guardo la Ligue 1 e vi assicuro che lì il problema si sente meno perché le persone di colore sono molte di più e magari anche più integrate grazie alla storia (coloniale, ndr) della Francia.

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Spero che l’Italia riesca a sconfiggere il razzismo che però non è solo nel calcio”. Come risolvere il problema? “Tutti devono recitare la loro parte. La campagna antirazzismo che sta portando avanti l’Inter dopo la vicenda Koulibaly, per esempio, è una cosa giusta e intelligente: è importante che la gente in vista prenda la parola e lanci messaggi di un certo tipo.

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Serve per educare i tifosi e la società in generale”. E’ giusto fermare le partite in caso di buu? “E’ una delle soluzioni che è ragionevole prendere in considerazione, ma non bisogna neppure esagerare, altrimenti pochi cretini potrebbero approfittarne.

Per arrivare alla sospensione devono esserci casi gravi come per esempio una curva intera che insulta un giocatore di colore. Si tratta di una situazione complicata che non può essere gestita unicamente da chi è in campo”.

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