Dal guizzo su Esposito a un finale da leader: De Gea vuol tornare al top. Ma chi gioca in Conference?
Il capitano è tornato ad esser decisivo contro l'Inter. Da Verona in poi servono anche le sue parate
Non è stata una stagione affatto facile per David De Gea. Gli errori inaspettati, il tracollo della squadra, i gradi di capitano nel momento più complicato. Leader silenzioso ma riconosciuto dal gruppo, diversi passaggi a vuoto ma anche la capacità di rialzarsi. Sempre, come ha fatto nella lunga e gloriosa carriera. A Firenze ha avuto un impatto incredibile lo scorso anno. Se l'aspettavano in pochi, dopo dodici mesi di inattività. Quest'anno invece è scivolato tra alti e bassi, come la sua squadra. Ma il lavoro alla lunga sta pagando.
QUEL GUIZZO. Lontane le paratone, i miracoli a cui aveva abituato la scorsa stagione. Ma il guizzo su Pio Esposito nel finale contro l'Inter è valso un punto e molto di più. Autostima, consapevolezza, morale. Un gol preso in quel modo avrebbe affossato nuovamente la Fiorentina. Invece David ha risposto presente. Da campione. «La parata di De Gea? Meno male, sennò sarebbe stato un altro incubo...», la reazione a caldo di Fagioli. Aveva ragione. Parata di importanza capitale. Ma anche su Bonazzoli, in avvio a Cremona, il capitano viola era stato provvidenziale. Ciò non cancella le uscite a vuoto (a volte letteralmente, anzi le mancate uscite in certi casi) avute in stagione, con anche quelle dichiarazioni post Udinese che hanno fatto parecchio discutere. Ma per restare all'ultimo periodo anche contro il Como ci ha messo del suo per un'altra vittoria fondamentale, così come contro il Torino con quella parata su Zapata. Insomma, la difesa viola è ancora distratta, ma se i clean sheet sono stati 2 nelle ultime 5 gare e i gol presi 6 nelle ultime 6 (di cui 3 a Udine) un po' è anche merito dello spagnolo. Parate e leadership per i compagni.
RISALITA (IN ATTESA DEL FUTURO). «Il momento più difficile è stato a fine 2025, quando eravamo ultimi, non vincevamo una partita e le statistiche dicevano che nessuno nella nostra situazione si era mai salvato. Lì ero preoccupato: mi sentivo dentro un incubo», ha confidato De Gea nei giorni scorsi. «Eravamo morti, era una situazione disperata e Vanoli ci ha riportato in vita. E Paratici è molto presente: ama parlare con noi e seguire gli allenamenti. Sta facendo un grande lavoro». Ora però un finale da vivere sui due fronti: salvezza e sogno Conference. «Siamo concentrati sulla A ma dobbiamo crederci. Il Crystal Palace è forte e per me sarà bello tornare in Inghilterra. Vincere un trofeo sarebbe stupendo per i tifosi, possiamo farcela». Poi sarà tempo di futuro. Ha rinnovato a 3 milioni più bonus l'estate scorsa, cifre importanti per la Fiorentina (non per lui, che in carriera è arrivato a percepire anche 4-5 volte di più). Sarà uno dei temi sulla scrivania di Paratici: «Ho ancora due anni di contratto e qui sto bene, ma non è il momento di pensare al futuro. Voglio salvare la Fiorentina e dare il meglio in Conference», ha rimandato più avanti l'ex United.
ANCHE IN EUROPA. Intanto la Fiorentina si appresta ad un ciclo di ferro tra campionato e coppa. Verona, andata con il Crystal Palace, Lazio, ritorno europeo al Franchi e Lecce. Contro Jagiellonia e Rakow Vanoli ha fatto turnover anche tra i pali. Lezzerini nei playoff (con De Gea però entrato all'intervallo nel ritorno con i viola che si giocavano la qualificazione dopo un approccio disastroso), Christensen agli ottavi (entrato in Lista Uefa per l'infortunio dello stesso Lezzerini). Come saranno gestiti forze e impegni per i quarti? Impossibile lasciare da parte la corsa salvezza, senz'altro, con gare cruciali per il futuro viola in quella che resta l'assoluta priorità. Ma allo stesso tempo nessuno ha intenzione di snobbare o giocare con le riserve l'appuntamento contro gli inglesi. Intanto da capire se Christensen rimarrà in lista Uefa (Lezzerini potrebbe rientrare dopo 30 giorni dalla comunicazione dell'infortunio), ma la sensazione è che le prossime cinque partite saranno tutte ad appannaggio di De Gea. Capitano e leader. Serve la sua qualità per il finale di stagione.
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