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Da scarto a eroe: Luca Ranieri si è preso la Fiorentina. Come in una favola

Il centrale spezzino è un punto fermo della difesa viola. Era stato ad un passo dallo svincolo

Fotogrammi di una notte da incorniciare per sempre. Prima lo stacco di testa che, a centimetri dalla fine della partita, ha catapultato la Fiorentina in piena zona Champions. Poi la maxi esultanza, dedicata subito alla curva - quella che lo ha visto trasformarsi da giovanissimo a uomo, ma sempre con la stessa maglia sulle spalle - e immediatamente dopo alla compagna Camilla, che lo seguiva in tribuna con in grembo la primogenita che vedrà la luce tra due settimane, poco prima della partenza per la Supercoppa di Riad (prevista per il 15 gennaio).

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Quello che si è da poco messo alle spalle Luca Ranieri è stato un caleidoscopio emotivo per cuori forti. Specie perché arrivato al culmine di un 2023 in cui il centrale è stato indiscutibilmente l’uomo copertina di una squadra che ha ancora tanta voglia di stupire.

E fin qui, a meravigliare, sono i numeri messi insieme dal classe ’99, che nella serata in cui con un colpo di testa da centravanti ha deciso lo scontro diretto con il Torino ha toccato quota quattro gol in stagione, trovando la prima gioia al Franchi (e in campionato) dopo tre reti realizzate in Conference, l’ultima - anche quella - decisiva a Budapest per mettere il punto esclamativo nella sfida con il Ferencvaros e regalare alla Fiorentina l’approdo diretto agli ottavi di finale.

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Che storia quella dello spezzino, rimasto a Firenze nell’estate 2022 per questioni di lista (Ranieri è tra i giocatori che il club ha potuto inserire nell’elenco dei 25 come prodotto del vivaio, essendo approdato in viola a 13 anni su intuizione di Bernardeschi sr, ai tempi braccio destro di Corvino per il settore giovanile) e divenuto oggi un elemento imprescindibile.

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L’emblema più chiaro di come la classe operaia e la meritocrazia nel calcio possano (e debbano) salire al potere, quando serve.


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