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Crystal Palace, ecco chi sono i prossimi avversari della Fiorentina in Conference League

Origini vittoriane, crisi stagionale e talento diffuso: il ritratto delle Eagles, che attendono i viola ai quarti

A detta di quasi tutti in estate, erano le due favoritissime per la vittoria della Conference League. In molti le immaginavano una di fronte all’altra il 27 maggio, a Lipsia, nell’atto finale. E invece alla fine Fiorentina e Crystal Palace si affronteranno quasi due mesi prima, nei quarti di finale. Dopo una stagione che da ambo i lati ha preso pieghe negative e decisamente impronosticabili. Appuntamento per il 9 aprile a Sellhurst Park, Londra, la casa delle Eagles, e per il 16 al Franchi. Ma chi sono gli avversari dei viola?

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RADICI ANTICHE. Il Crystal Palace nasce ufficialmente nel 1905, ma le sue origini affondano nel cuore pulsante della Londra vittoriana. Nel 2020, lo storico e autore britannico Peter Manning ha documentato come il club sia strettamente connesso e collegato con il più antico ed omonimo Crystal Palace Club, nato nel lontano 1861. Una rivoluzione copernicana all’interno del calcio inglese, che ha abbattuto il primato del Notts County, fondato nel 1862 e fino ad allora considerato il club più antico in assoluto – non considerando lo Sheffield FC, squadra non professionistica nata nel 1857. Il nome del club deriva dall’omonimo palazzo di cristallo costruito per la Grande Esposizione del 1851 a Hyde Park, poi trasferito nell’omonima zona a sud di Londra. Proprio lì, vicino alla struttura che avrebbe dato il nome anche al quartiere, affonda le sue radici anche la squadra di calcio.

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UNA COPPA TIRA L’ALTRA. La stagione delle Eagles è iniziata con il botto, sulla falsariga del finale di quella precedente. Dopo la storica vittoria della FA Cup lo scorso maggio – primo trofeo in 120 (o 164?) anni di storia – è arrivato ad agosto anche il Community Shield, l’equivalente della nostra supercoppa. ‘Una coppa tira l’altra’, come si diceva a Firenze nel ’96. Nel mezzo c’è stato spazio per un intrigo extracampo, con una retrocessione dall’Europa League – guadagnata grazie alla vittoria della coppa nazionale – alla Conference, a causa del mancato rispetto delle norme Uefa sulla multiproprietà. Uno dei principali azionisti del club è infatti l’americano John Textor, proprietario di diversi club tra cui il Lione, anch’esso qualificato alla seconda competizione europea. Un verdetto che ha scatenato la rabbia del club. «Parteciperemo alla Conference per vincerla», giurarono comunque in estate.

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CROLLO TRA LE TENSIONI. In campionato il Palace è partito fortissimo, lottando per le posizioni di vertice nei primi mesi. In autunno, però, qualcosa si è rotto: alle prime difficoltà, l’aria già tesa tra il tecnico Glasner e la società causata della cessione estiva della stella Eze all’Arsenal si è fatta irrespirabile. Il crollo di rendimento è stato inesorabile e a gennaio, dopo l’addio di capitan Guehi in direzione Manchester City, Glasner ha annunciato l’addio a fine stagione. Ha provato in tutti i modi ad andarsene anche il bomber Mateta, che sembrava promesso sposo della Juventus, ma non se ne è fatto nulla. Le Eagles al momento occupano il 14° posto in classifica in Premier League, con un rassicurante vantaggio di 10 punti sulla zona retrocessione. Eliminati anche dalle due coppe nazionali, potranno quindi concentrare tutte le residue energie sulla Conference.

LA SQUADRA. Dicevamo dell’imminente addio di Oliver Glasner: un colpo pesantissimo per le ambizioni del Palace, che deve moltissimo della sua rapida ascesa al lavoro dell’austriaco. Al timone dal febbraio 2024, Glasner ha dato alla squadra principi di gioco chiari e un’identità ben definita, imperniata sul 3-4-2-1. Tra i pali gioca Dean Henderson, da anni secondo di Pickford nella nazionale inglese. In difesa domina il roccioso francese Maxence Lacroix, che il tecnico austriaco si è portato con sé dal Wolfsburg. Davanti occhio alla qualità di Ismaila Sarr, vero e proprio mattatore con 7 gol in Premier e 5 in Conference (doppietta ieri contro l’Aek Larnaca). Al centro dell’attacco il norvegese Jorgen Strand Larsen, a segno con la sua nazionale nella disfatta azzurra di San Siro a novembre. La stella però è il centrocampista classe 2004 Adam Wharton, tuttocampista di estro e di fatica. Nel complesso una rosa di estremo valore, come ormai sono tutte quelle della Premier League.

TIFOSERIA ‘EUROPEA’. Un’ultima curiosità sul Crystal Palace riguarda la tifoseria. Scordatevi il classico tifo all’inglese, le Eagles possono infatti vantare i supporters più ‘europei’ di oltremanica, nonché tra i più passionali e rumorosi. Il principale gruppo ultras, gli Holmesdale Fanatics, porta dentro gli stadi inglesi uno stile di tifo chiaramente ispirato al modello europeo e sudamericano. Cori costanti, tamburi, fumogeni, striscioni, ma anche comunicati e iniziative all’esterno delle gradinate. Tutte pratiche profondamente radicate nell’immaginario collettivo italiano. Molto meno in quello inglese, specialmente nella scintillante Premier League. Una pratica a cui i sudditi della Corona sono ben più abituati è invece quella di riempire gli stadi: non c’è dubbio che Sellhurst Park – non uno stadio molto grande, sono circa 25.000 i posti – accoglierà la Fiorentina con un tutto esaurito.


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