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CorFio – Dicembre mese della verità. Arrivano gli scontri diretti, ma la paura è tanta

Dicembre sarà il mese della verità per la Fiorentina, quello degli scontri diretti. E la squadra è molto impaurita

Dicembre sarà il mese della verità per la Fiorentina, quello degli scontri diretti, scrive il Corriere Fiorentino. Paolo Vanoli ci arriva con una squadra disastrata. E i problemi si moltiplicano. Il primo e più grave è la paura che attanaglia questo gruppo di uomini che si perdono nella propria disperazione. Non sono superficiali, sono terrorizzati. E lo sfogo di Dzeko è sembrato un altro gol sbagliato. Prima di chiedere bisogna dare. Qualche segnale almeno. La voglia di provarci, di ribellarsi alle difficoltà.

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Ora sulla strada c’è Palladino, contestato per il sesto posto, il miglior piazzamento dell’era Commisso, e dimessosi a maggio. In questi giorni sono circolate versioni sul suo mancato ritorno: voleva garanzie o aspettava l’Atalanta, progetto più intrigante di quello viola? Non è il momento di farsi certe domande e neppure meravigliarsi per come, in pochi giorni, Raffaele sia riuscito a restituito colore alla Dea. Bisogna invece guardare in faccia la realtà, che non piace a nessuno, e chiedersi cosa può fare una banda di disperati per provare a rimettersi in pista. Giocare in trasferta, in un momento così, può essere un vantaggio. Sul piano tattico Vanoli dovrà scegliere un centrocampo solido, capace di proteggere la difesa che finirà nel mirino di giocatori appena ritrovati, soprattutto l’imprendibile Lookman. 

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Il problema è il regista: né Fagioli né Nicolussi Caviglia stanno funzionando. Come la difesa e come Gudmundsson. La Fiorentina deve tirare fuori l’orgoglio e sperare in Kean. Contro la Juve è stato il migliore in campo e a Bergamo ha giocato e segnato con la Nazionale. Moise deve vincere il confronto a distanza, colorato d’azzurro, con Scamacca e trascinare i suoi compagni. 

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