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CorFio – Altalena De Gea. In difficoltà fino a marzo, poi ha contribuito alla salvezza

De Gea in difficoltà fino a inizio marzo, poi le sue parate hanno dato il via alla svolta: una stagione in chiaroscuro

La metamorfosi della fase difensiva è stata una delle chiavi di volta per la Fiorentina nel raggiungimento della salvezza, sottolinea il Corriere Fiorentino. Dopo due terzi di stagione vissuti con fragilità e instabilità, la squadra di Vanoli ha invertito la rotta grazie a una ritrovata solidità, concedendo meno occasioni, conclusioni e reti. Un percorso evolutivo di cui si è fatto carico anche David De Gea, protagonista di un 2025-26 in chiaroscuro e che ha però avuto nella fase conclusiva della stagione il guizzo forse decisivo per risollevare del tutto dalle sabbie mobili la Fiorentina. 

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Come ultimo baluardo De Gea ha visto scoccare agli avversari 467 conclusioni, di cui 161 in porta: solo cinque squadre hanno concesso più tiri nello specchio in 36 giornate. Gli xG sulle conclusioni in porta — il dato che misura la qualità delle occasioni create dagli avversari — ammontano a 49,38, un’evidenza particolarmente elevata ma pressoché in linea con i 49 gol subiti: statistiche e rettangolo di gioco, insomma, convergono. E di fatto, in questa fattispecie, De Gea non è riuscito a incidere più di tanto. 

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Va da sé, ad ogni modo, che con un numero di tiri in porta così alto altrettanto sia anche quello delle parate effettuate, e infatti gli interventi di De Gea sono fin qui 112, il 69,5% del totale, dato che lo pone a metà classifica in una serie A guidata da Svilar con il 76,4% di parate. Un anno fa, con 35 presenze, 136 tiri in porta fronteggiati e 98 parate, il portiere classe 1990 aveva chiuso la sua stagione con il 72% di interventi. 

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L’estremo difensore spagnolo ha risposto al 64,6% dei tiri in porta subiti nei propri sedici metri (nono rendimento del campionato tra i titolari) e a solo l’80% di quelli da fuori area (penultima resa): il risultato, insomma, è stato, nella migliore delle situazioni, nella media del campionato. I clean sheet sono passati dagli 11 in 35 presenze dello scorso anno ai 9 in 36 di quest’anno, ma — tornando al rendimento degli ultimi due mesi — con un’incidenza specifica: nelle ultime 11, infatti, la Fiorentina ha chiuso ben 6 gare senza subire alcun gol, e nella striscia di sei incontri che va da Fiorentina-Parma 0-0 a Lecce-Fiorentina 1-1 (gare che hanno fruttato 12 punti) De Gea è stato il miglior portiere del campionato per numero di parate (22). 

Ciò che emerge, in sintesi, è una resa altalenante: fino a febbraio De Gea — nel frattempo divenuto capitano della squadra — non è riuscito a incidere in maniera risolutiva, da marzo in poi è stato uno degli elementi chiave per la svolta. I numeri, anche in questo caso, fotografano con chiarezza lo stato dell’arte. Nelle prime 27 giornate, fino al pesante 3-0 maturato a Udine, lo spagnolo aveva collezionato il 66,4% di parate sui tiri in porta ricevuti (83/125), dalla gara con il Parma in poi il dato si eleva fino a un vertiginoso 80,5%, con 29 interventi su 36 tiri in porta. De Gea, che a novembre compirà 36 anni, in stagione è stato spesso «rifugio» per i compagni anche in fase di possesso (1027 passaggi, solo 10 portieri in A hanno superato quota mille) ma a livello di percentuale di accuratezza, sia sul corto che sul lungo, è stato ben lontano dai top della categoria. 

Il dualismo statistico del portiere spagnolo, così, racconta una verità profonda e, in un certo senso, rappresenta anche uno degli specchi più fedeli rispetto a ciò che è stata la Fiorentina in questa stagione.


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